Il cerchio, la botte, il Papa

Dario Fornaro

mesVecchia ma sempre aggiornata. Alludo alla querelle che diversi anni addietro contrappose vivacemente – quanto a modo di fare giornalismo –  il “Corriere della Sera” (addebitato  dal concorrente di “cerchiobottismo”) e  “Repubblica” (imputato di “doppiopesismo” dal competitore). Al Corriere non hanno evidentemente remore a rinverdire la polemica  se, nello stesso giornale della vigilia di Natale, ospitano, sulla figura e lo stile di Papa Francesco, due densi articoli di tono e contenuti diametralmente opposti, per la penna illustre di Vittorio Messori e Alberto Melloni.

Messori parte in prima pagina e gode di un titolo-squillo: “Le scelte di Francesco – Tutti i miei dubbi su una svolta”. Melloni compare in pagina interna (44), annunciato da un titolo faticoso (“Il Papa predicatore che parla all’ambigua argilla, cioè noi”) e accostato, a mo’ di soffietto, al programma editoriale dei prossimi volumetti sulle ”parole di Papa Francesco”. Evidentemente, compresenza degli opposti non significa per il giornale peso equivalente dei contenuti.

In effetti, con buona pace di Melloni, autorevole storico della Chiesa e fecondo saggista sui movimenti cattolici, il pezzo più rilevante è – come doveva essere – quello di Messori, autore di indubbio spessore e testimone gelidamente appassionato, se così si può dire, degli ultimi decenni della Chiesa italiana. Grazie alla fama oracolare che si è conquistato, e saggiamente amministra, quest’ultimo  può concedersi di dire, con chiaro eloquio, quello che molti altri, per calcolo diplomatico o mera difficoltà ad articolare un pensiero, esprimono con sovrabbondanti giri di parole. Ad esempio sul Papato e sui Papi del nostro tempo.

Con queste credenziali, e sollecitato dal giornale, Vittorio Messori ritiene opportuno, quasi doveroso, dar voce, razionale e uniformata, al fenomeno del disagio e delle perplessità che talora accompagnano, in giro per il cattolicesimo italiano, la prorompente vocazione pastorale di Papa Francesco. In linguaggio politico traslato si direbbe di uno che si propone di motivare e “canonizzare” una minoranza consistente ma dai contorni ancora emozionali.

In prima battuta, e anche se certi toni del Messori appaiono eccessivamente perentori, eviterei di farne subito e solo una questione di “modi”, di violata riverenza, di corrosivo sospetto, laddove il saggista mostra di dar seguito concreto ai ripetuti auspici di Papa Bergoglio – specie in sede sinodale – del tipo: se avete qualcosa da dire, da obiettare, ditelo apertamente, non limitatevi a mormorare. Nel che ci sta, suppongo, anche il “quale Papa mi convince e quale no”, (anche se riandare criticamente alla prima parola, “buonasera”, lascia qualche sentore di partito preso).

In secondo luogo perché il nucleo del parziale rigetto (o mal di pancia ) messoriano  non attinge agli “arcana” teologici, ma verte più umanamente sulla “imprevedibilità” di Francesco (gesti e messaggi) all’interno della sua intensa presenza pubblica, ombrata talora, a detta dei fini palati, di populismo quanto a spunti e contenuti pastorali. “Un Papa non imprevisto – argomenta il Messori – ma che subito (…) si è rivelato imprevedibile, tanto da far recedere via via anche qualche cardinale che era stato tra i suoi elettori”. Ed insiste: “Una imprevedibilità che continua, turbando la tranquillità del cattolico medio, abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a “seguire il Papa”. Già, ma quale Papa?”.

Se questo è l’affondo di Messori, si intuisce che le sue preoccupazioni non rimandano – ciò che conforta – al “depositum fidei”, ma al buon indirizzo comportamentale del vasto quanto “medio” gregge cattolico. En passant, questa storia non proprio felice del “cattolico medio” me la aspettavo da un sociologo o da un sondaggista, ma non da un accreditato fine pensatore.

Infine l’ottimo Messori indulge (inavvertitamente?) nel “cerchiobottismo” di famiglia, dal momento che, per tutta la seconda parte dell’articolo, si diffonde a protestare, da buon credente, la sua superiore confidenza nel disegno imperscrutabile della Provvidenza  allorché presiede, nelle varie contingenze temporali, alla designazione, piacesse o meno ai contemporanei, dei successori di Pietro. Più corretto di così (mica un Socci qualsiasi)!

Accade ora che, per tener dietro alla sortita di Messori, ho citato all’inizio e poi trascurato il bell’articolo, e sostanzioso, di Alberto Melloni. Un testo che mette in luce, anche storicamente la novità/necessità della predicazione “stile Bergoglio”, proprio quello stile che casualmente urta la sensibilità di Messori. Rimandando di necessità all’originale, ne riprendo l’attacco: “Una  delle grandi criticità della chiesa che il papato di Francesco non risolve, ma se mai acuisce, è quello della predicazione”. E il problema, spiega Melloni, data almeno dalla Riforma.

Ma il Corriere del 24 non aveva finito con gli argomenti “religiosi”, a dimostrazione evidente che Papa e Religione “tirano” in edicola. Sotto l’angolatura del costume e della politica, il “fondo” era dedicato, per mano di Galli della Loggia (non proprio un baciapile),  ad un elogio del Natale, di “quello vero” però, visto che la festa attualizzata sbiadisce ad ogni anno che passa. Tema, dunque: Natale. Svolgimento: è in atto e si sviluppa il diffuso, silenzioso tentativo di “imbottigliare” il fatto religioso in una rigida dimensione privata, laddove su ogni ribalta pubblica è presentabile/rappresentabile solo il “laicamente corretto” e il “simbolicamente depurato”. Auguri di Natale? Già pronta l‘alternativa aggiornata: “Season’s Greetings”.

Si diceva del Corriere, ma il massimo concorrente (Repubblica) non è da meno, a partire dal fenomeno Scalfari, sulle frontiere “religiose”: due giorni dopo Natale il giornale se ne esce con il magazine settimanale (Il Venerdì) interamente dedicato alla Chiesa in proiezione mondiale (“Inchiesta sulla Chiesa –  Il nuovo papato. Gli avversari. I perseguitati. I peccatori – La cristianità ai tempi di Francesco”). Un crocifisso d’argento in copertina e 95 pagine di articoli dedicati. Tuto bene? Quasi: al malloppo religioso fanno seguito ben 14 pagine di “oroscopo 2015”. Hai voglia l’illuminismo dei precord, se gli astri fanno cassetta!

Annunci

2 thoughts on “Il cerchio, la botte, il Papa

  1. Pingback: Socci, Messori e i due Papi | Appunti Alessandrini

  2. Pingback: FRANCESCO E LE NOSTRE SCHIAVITÙ. LA MORTE DI ANGELINA ALBERIGO. LE POLEMICHE SU MESSORI | c3dem

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...