Il biangolo

Dario Fornaro

amiuMesi di agitato dibattito politico-amministrativo stanno per approdare, con la costituzione di “AMAG Ambiente”, ad un primo risultato concreto, ancorché  pre-operativo nei confronti di alcuni importanti nodi da sciogliere sollecitamente. L’antica “municipalizzata” e poi “controllata” AMIU trova un erede in carne, dopo il rocambolesco passaggio per il fallimento e salva, almeno in immagine politica, la continuità. I 195 dipendenti salvano a loro volta, con qualche modesta limatura contrattuale, il posto di lavoro: obiettivo degno e principale di tutta la perigliosa navigazione comunale post-dissesto . Manca ancora il terzo lato del triangolo: il servizio-rifiuti (il che fare, e come fare, quanto a compito d’istituto), onde, per ora e in linguaggio figurato, siamo ad un “biangolo”.

Manca il terzo lato perché probabilmente il quadro politico-societario che ha pilotato il “salvataggio” dell’AMIU in ottica “multiutility”, non giudicava di egual importanza (ma i cittadini probabilmente sì) il lato “servizi”: giusto un “allegato tecnico” all’accordo, da affrontarsi a parte, badando a schivare o a diluire le vivaci polemiche  che continuano ad agitarsi, dietro l’angolo, in ordine all’adeguatezza del servizio raccolta e smaltimento rifiuti urbani sotto i profili ecologico-economici e del decoro urbano.

Terzo lato significa l’impellenza di nuove scelte di progetto e di gestione della raccolta rifiuti  da immettere nel prossimo “contratto di servizio”, almeno come impegno strategico di correzione del grave malfunzionamento civico-ambientale, e perfino economico (vedi alla voce fallimento), del sistema a cassoni stradali propinatoci – con più ritorsione politica che avvedutezza tecnica – dalla Giunta fabbioleghista.

 Era lecito aspettarsi che, nel lungo e accidentato dibattito politico sull’AMIU e i rifiuti, comparisse anche l’aspetto del tipo di servizio da prestare ai cittadini a fronte del  salato onere tributario, ma  il problema deve essere apparso secondario o comunque rinviabile a tempi e sedi opportune. Si è appena  percepito qualche sommesso accenno ad un possibile ritorno parziale alla raccolta domiciliare (il “porta-a-porta”) ma senza adeguato supporto propositivo quanto alla nuova, eventuale, impegnativa fase di transizione. Così come, del resto, è rimasta quantomeno defilata la questione dell’ARAL (smaltimenti) e dei suoi privilegiati rapporti istituzionali e gestionali   con gli altri attori della filiera-rifiuti. Tutto rimesso alla “Grande AMAG” per il tramite della sua nuova costola ambientale? Indizi in tal senso non mancano, a cominciare dal Comune che si scaricherebbe delle principali discussioni e polemiche  sull’evoluzione dei servizi, lasciando il campo ad un soggetto più strutturato e più consapevole, si suppone, della sua dignità aziendale nel confronto con i suoi azionisti.

Come che sia posizionato, l’importante è che si apra un tavolo di discussione seriamente determinato  a  superare i gravi limiti del sistema vigente, limiti, politicamente imposti, dei quali si è assai tardivamente accorto anche il clan degli appassionati dei cassoni stradali, non senza affrettarsi peraltro ad imputarne le responsabilità all’AMIU. Sarebbe bastato infatti – dicono i caduti dal pero – che l’Azienda sguinzagliasse, al seguito dei grandi veicoli  svuotacassoni,  una adeguata flottiglia di camioncini, con addetti  “guantoni-e-ramazza”, per ripulire sistematicamente l’habitat dei cassoni (sedicenti isole ecologiche)  della più varia e copiosa “fetenzìa”, abbandonata  tranquillamente e pervicacemente a terra, per la delizia degli astanti e dei passanti. Raccomandazione geniale e, soprattutto, economica!

Sul “tavolo” immaginato dovrebbero poi confluire – dai cassetti riservati o inaccessibili – i dati pluriennali e aggiornati sull’andamento della raccolta differenziata (quella reale, valorizzata, al netto delle partite scadenti riconsegnate alla discarica): un indice che dovrebbe  tangibilmente concorrere, come del resto normativa regionale suggerisce, alla modifica di ogni sistema di raccolta-smaltimento rifiuti e relative varianti. Notizie degli anni scorsi, diffuse con il contagocce, davano in calo le performance alessandrine; di quella città che, in bella e generale controtendenza, aveva abbandonato la raccolta domiciliare, pur introdotta con la prevista fatica, e rimesso i cassoni stradali.

 Alla fine della fiera (e dei tavoli), si tratta di ricondurre il problema dei rifiuti – raccolta e smaltimento –  ad un serio e trasparente bilanciamento costi-benefici, pubblici e privati. Processo non univoco, visto che si intrecciano dati e valutazioni, ma in grado di raggiungere ragionevoli compromessi ove  per strada non si alterino le carte o non sopraggiungano cervellotiche censure ideologiche tipo (scherzando ma non troppo): il cassone  è di destra, il porta-a-porta di sinistra. Basta ricordare che mentre ad Alessandria la Lega (in minoranza) sparava a zero contro il porta-a-porta, a Novara (sindaco leghista) lo stesso sistema  portava la città a elevatissimi livelli di “differenziata” e di civica adesione al decoro urbano.

Due ultime considerazioni. Con indubbie ragioni e ampi riscontri, amministratori e stampa riconducono l’evidente degrado-rifiuti, degno spesso di un safari fotografico, alla “maleducazione” diffusa, al “menefreghismo”, alla mal indirizzata “ritorsione sociale” di una discreta quota di cittadini. Massimo pudore, per contro, nel ricordare che certi sistemi di raccolta, piuttosto che altri, agevolano involontariamente, ma obiettivamente, i comportamenti trasgressivi, tipo trasformare una adunata di cassoni in una comoda discarica..di prossimità.

Infine le risorse. Con tutto che l’ex AMIU si è ora accasata presso un “parente ricco” (così almeno nella comune opinione) non sarà facile “trovare la quadra” economico-organizzativa, compreso il consenso interno di una compagine molto sindacalizzata,  per i necessari, robusti correttivi alla vigente raccolta rifiuti. Politicamente poi, raggiunta la metà del mandato amministrativo, inizia sul problema rifiuti, per l’attuale Giunta comunale, una nuova corsa contro il tempo per poter esibire, sul rettilineo finale, confortanti e promozionali risultati,  laddove i rifiuti stessi sono stati – ammessi o meno – pietra d’inciampo per gli ultimi due sindaci nel momento del confronto elettorale a consuntivo. La circostanza e il conseguente impegno sono certo ben presenti all’azionista di controllo e all’azienda controllata.

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