I percorsi (o i privilegi?) di una città pulita

Domenicale Agostino Pietrasanta

AMIUL’Italia, si sa, è la patria del diritto; talora però di un diritto che anziché fare giustizia, secondo il buon senso (che non sempre si identifica col senso comune), favorisce alcuni privilegi. Succede così che il percorso che dovrebbe condurre all’auspicabile acquisizione di AMIU (fallita) da parte dell’AMAG ne metta in luce non pochi.

Provo a spiegarmi. AMAG può contare su una nuova ed efficace squadra dirigente; dal presidente all’amministratore delegato, tutto sembra puntare ad una diversa e più qualificata conduzione dell’azienda. Tanto per capire: dopo l’insediamento, hanno verificato una situazione debitoria dei “clienti”, del tutto assurda,  per parecchie decine di milioni di Euro. Non sto a ripetere quanto, forse per primi, avevamo denunciato in un’intervista all’amministratore delegato, nella scorsa primavera. Aggiungerò solo che, grazie ad un’attività virtuosa, di quel debito si sono recuperati parti non irrilevanti, per circa il venti per cento (20%) del totale. E tuttavia una norma prevede che quando un cliente cambi fornitore e sevizio, se entro tre mesi dalla voltura non paga, né gli arriva alcuna ingiunzione, viene, per diritto, esentato da ogni residuo debitorio. Resta inteso che, con tali “diritti” che nulla hanno da spartire con la giustizia, parecchi furbetti, nel marasma della situazione debitoria, possono  sempre godere del privilegio di farla franca.

Sta di fatto che la nuova conduzione si muove con una determinazione che fa bene sperare per il futuro; non solo, ma rende augurabile che l’acquisizione di AMIU e dei servizi  di pulizia della città vada in porto. Peraltro la dirigenza AMAG assicura il posto di lavoro a tutti i dipendenti, all’incirca centonovanta, compresi quelli che, nel corso degli ultimi anni (periodo della giunta Fabbio), sono stati assunti a “chiamata diretta”; e si tratta di una cinquantina di persone sul totale summentovato. Ora la “chiamata diretta”, in caso di necessità è prevista e dunque si tratta di cosa contemplata dal “diritto”; se anche in questo caso si possa combinare la giustizia col privilegio, magari di parte politica, lo lascio al giudizio dei lettori. Per quanto mi riguarda, andando col ricordo allo spettacolo di una città molto sporca di qualche anno fa, potrei concludere che quella necessità era evidente. E tuttavia il condizionale è d’obbligo, perché non mi sembra, almeno a colpo d’occhio (ictu oculi) che, dopo quelle assunzioni la pulizia sia migliorata (anzi!). Sono però, ed inevitabilmente aumentati i costi che dal 2006/07 al fallimento, per AMIU sono passati da nove a dodici milioni di Euro all’anno e per l’intera operazione rifiuti, da quindici a venti milioni circa. Mi ripeto: se ad aumento di personale e di costi fosse conseguito miglioramento del servizio sarebbe il caso di chiudere occhio; ma se non chiudo occhio, mi accorgo che la città e ancora più sporca di quanto non mi restituisca il ricordo di cui parlavo all’inizio.

Sono considerazioni che inducono ad augurarci che il percorso di acquisizione in AMAG giunga in breve tempo a conclusione; con la speranza che i Sindacati non creino problemi per difendere “diritti” piuttosto difficili da comprendere col criterio della giustizia e del buon senso. Tanto per capirci: la dirigenza AMAG è determinata ad assicurare i contratti in vigore (bene!), ma non intende transigere suoi cosiddetti contratti di “secondo livello” (altrettanto bene); ad esempio non intenderebbe considerare l’orario notturno dalle venti di sera, ma solo dalle ventidue come per ogni altra categoria. So bene che mi si oppone che il servizio rifiuti presenta caratteristiche anomale, ma nelle condizioni in cui ci troviamo, con i dilemmi del dissesto, con la “persecuzione fiscale” in atto, certi diritti altra volta spiegabili, appaiono al cittadino di buon senso come dei privilegi: non se ne scappa!

Una cosa però appare del tutto prevalere su ogni altra considerazione: l’augurio che l’operazione segua i percorsi di un miglioramento del servizio.

A conclusione però richiamerei un aspetto specifico. In città esistono più di venti mila caditoie (tombini delle fognature); fino a qualche anni addietro ne venivano sistematicamente pulite quattromila all’anno, ovviamente a turno e si evitavano parecchi allagamenti indipendenti dall’esondazione di fossati o torrenti e solo causati dalla pioggia battente. Ora non esiste più alcun servizio sistematico di pulizia, con effetti del tutto devastanti. Cercando di capire, mi sono reso conto che AMAG ha ben presente il problema ed acquisito il servizio abbia intenzione di provvedere. Noi speriamo, ma per intanto chi di dovere non metta paletti tra le ruote e non si allei con le ideologie discutibili dei comuni governati (vedi un po’) dal centro/destra.

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One thought on “I percorsi (o i privilegi?) di una città pulita

  1. Il problema è che non dovrebbero esistere Società per Azioni, con relativi consigli d’amministrazione, il cui emolumento non è soggetto ad alcun limite, bensì ritornare alla saggia gestione diretta.

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