Riccardo Coppo: uomo consapevole delle proprie radici e fiero dell’appartenenza al Monferrato

Sergio Favretto

copIl pensiero di Carlo Baviera sulla scomparsa di Riccardo Coppo bene sintetizza il comune sentire degli amici e dell’intera città. Riccardo va ricordato così, come una persona autentica e solidale, coraggiosa e dialogica, ma soprattutto come vero protagonista della sua terra.

Due mesi fa, in un difficile colloquio perché il dramma della malattia era sempre più evidente, mi narrò come avrebbe ospitato un gruppo di amici tedeschi in visita ai suoi vigneti e alla sua cantina; prima della visita ed ospitalità enogastronomica, li avrebbe portati a Casale, in centro, per un contatto con l’arte e la cultura monferrina. Riccardo era così, uomo consapevole delle proprie radici e fiero dell’appartenenza al Monferrato.

Ancora due sottolineature. Riccardo è stato un convinto educatore alla vita pubblica per molti giovani; molti di noi hanno avuto da Riccardo l’input per l’impegno nel sociale, nell’attività amministrativa; ci ha aiutati a scegliere, a motivare le decisioni. E’ stato un maestro ed accompagnatore in fasi difficili di questa città. Riccardo è stato soprattutto un costruttore di pensiero, di atteggiamenti e condotte pubbliche a servizio della comunità. Lo ricordiamo come sindaco fra la gente, deciso ad affrontare i problemi, attento ad ascoltare tutti, disposto sempre a condividere.

Vorrei citare come affrontò le due emergenze ambientali di Casale. Durante i giorni cruciali dell’inquinamento doloso dell’acquedotto, di fronte a sospetti chiari convocò un gruppo ristretto di amici nella sua cascina, assunse poi la decisione di attaccare i poteri forti che inquinarono, senza reticenze e con coraggio. Idem per l’ordinanza sull’amianto; riunione sempre fra amici, breve consultazione e poi la netta decisione di mettere al bando l’amianto dal territorio comunale, mentre ancora la legislazione nazionale permetteva l’uso e la commercializzazione.

Riccardo era e ci insegnò ad essere così: coerenti, determinati e sempre inclusivi. Le parole non riempiono il vuoto. A Lilia, Marco e Valeria, voglio dire: papà era una persona insostituibile, un bene che la sorte ci ha sottratto troppo presto. Un frammento di Riccardo resta in molti di noi.

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