Coscienza del territorio

Qui Casale Monferrato Carlo Baviera

csUna notizia letta sul giornale: “Casale e il suo territorio parteciperanno alla IV edizione del Premio biennale del paesaggio indetto dal Consiglio d’Europa.”

Il tema del paesaggio è diventato, soprattutto dopo l’inserimento del Monferrato degli Infernot fra i siti Unesco, ricorrente in molte iniziative e abbastanza familiare alla popolazione. Ed ora i funzionari del Ministero dei Beni e le Attività Culturali dovranno valutare, “oltre la bellezza della natura, il coinvolgimento delle comunità locali sui valori del proprio paesaggio, quali portatori di conoscenza e cultura” con un positivo rapporto fra le presenze naturalistiche e quelle storico-culturali che fanno del casalese un territorio prezioso, senza dimenticare i suoi prodotti tipici.

Va detto che, già in vista di Expo 2015, Associazioni, Amministrazioni, e cittadini più sensibili si erano già mobilitati per mettere insieme idee e progetti di valorizzazione di prodotti e territorio, fino ad arrivare, legato alla celebrazione del 50° anniversario della Legge sulle DOC dei vini, emanata su iniziativa del monferrino Sen. Paolo Desana, alla messa in scena di uno spettacolo teatrale che presentava legandoli insieme sia le idee e le iniziative dei Moschettieri della Doc (Ottavi, Martinotti, Marescalchi, e Desana) con la cultura e il folklore monferrino.

E sempre in tema di cultura monferrina è stata allestita una Mostra sulla storia del vino e sulla importanza che la vite e il vino rappresentano all’interno della cultura contadina e del nostro paesaggio, mai a sufficienza valorizzato o riconosciuto da chi lo abita e da chi vi lavora.

Invece sono stati proprio gli stimoli e le occasioni offerte da Expo e dal riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità (che anni fa era già stato attribuito al Sacro Monte di Crea, in associazione con gli altri Sacri Monti Piemontesi) a dare la sollecitazione decisiva alla comunità. Già l’Amministrazione di Casale Monferrato aveva, nel passato, ritenuto di fornire uno strumento di “formazione-educazione-promozione” rispetto al tema del turismo, in particolare alla necessità di una cultura dell’accoglienza, della valorizzazione dei prodotti tipici, di un marchio, di pubblicità comune, con la costituzione del Consorzio pubblico-privati denominato Mon.D.O. (Monferrato Domanda Offerta), e la stessa Diocesi con l’iniziativa <Agenda di Speranza del Monferrato> aveva sollecitato a sviluppare gli aspetti legati al territorio (turismo, ambiente, agricoltura) fra le scelte prioritarie che possono portare anche ripresa occupazionale ed economica.

Ma è il termine <comunità> una delle chiavi. Oggi la cultura individualista, non agevola la solidarietà e le relazioni comunitarie a livello civico, economico, sociale. Perciò uno degli impegni per aiutare il bene comune e per recuperare un clima solidale e di appartenenza, che è parte sostanziale della solidità di un territorio, deve essere proprio incentrato sulla crescita di questi sentimenti e di questi rapporti.

A Casale Monferrato e nei Paesi limitrofi, rispetto a tutta la vicenda Eternit è scattato proprio questa molla: una Comunità che si è identificata con un obiettivo di giustizia e di speranza nel futuro (la ricerca, le bonifiche da continuare, un territorio sicuro). Attorno alla vicenda Eternit sono nate espressioni anche culturali (da chi ha scritto libri o poesie, fino ad un film che si sta realizzando); iniziative civiche e partecipate con il coinvolgimento di molti giovani; una attenzione più cosciente rispetto all’ambiente e al tipo di sviluppo e dei modi di lavorare. Anche i Vescovi italiani hanno, in occasione della giornata per la tutela del creato, inserito nel relativo Documento offerto all’attenzione dei fedeli, per ben due anni, un riferimento alla vicenda casalese.

E questa prospettiva e mobilitazione comunitaria ha fatto risultato. Perciò, anche sul tema del Paesaggio, è una Comunità cosciente di sé stessa, capace di muoversi restando legata in un corpo, in una squadra, affratellati si potrebbe dire, che oggi può essere l’elemento in più che fa diventare vincenti nella sfida.

Saranno le prossime puntate, sarà l’originalità e il coraggio anche ad investire economicamente (ma non solo), sarà la capacità di muoversi comunitariamente, di sentirsi appartenenti ad un territorio, ad un futuro comune, sarà la voglia di conoscere la propria storia e le potenzialità che in prospettiva può  fornire un territorio ricco di paesaggio, di arte, di tradizioni, di borghi con caratteristiche interessanti, di “castelli e vigne”, che daranno la risposta.

Nella speranza che ognuno sia aiutato ad apprezzare il far parte di questa porzione di Italia e sappia assumersi responsabilmente il compito che ne viene di conseguenza. Gli stessi cittadini immigrati, che sono certamente più estroversi e meno paurosi di chi può ancora essere un po’ provinciale per età, per pigrizia, per comodità, si sentiranno coinvolti da una prospettiva che richiede creatività e adattamento al nuovo. Sarà anche un’occasione per costruire insieme la nuova Comunità del terzo millennio, con una coscienza del territorio adeguata ad un luogo patrimonio dell’Umanità.

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