Passeggio nei giardini e pago la multa

Domenicale Agostino Pietrasanta

pgQualche volta mi capita di frequentare i giardini pubblici, davanti alla stazione; dal momento che, episodicamente, vesto i panni del nonno ci porto, a giocare, le mie nipotine. Però mi fermo sul limite, non vado oltre la piazzola che ospita il monumento ai caduti, quello col cavallo ed i nomi degli eroici combattenti morti nel compimento del loro dovere, in difesa di una patria non sempre riconoscente.

Per la verità intravedo che qualche giovane genitore si spinge anche oltre, ma io molto sensibile alle pretese, peraltro sacrosante, dell’anagrafe non oso oltrepassare la summentovata piazzola. Il parco, particolarmente incolto e sporco, non invita alle “passeggiate” ed al diporto; non si tratta solo dell’incuria e dell’indifferenza cui sono abbandonate le “culture naturali” che prolificano senza alcun intervento umano, lasciando spazio alle erbe ed alle graminacee. Ci sono anche i rifiuti che una inciviltà umana lascia sparsi senza risparmio: cartacce, bottiglie vuote o semipiene, avanzi di cibo ed altre piacevolezze che vi evito.

Non basta. A testimonianze, assolutamente attendibili, perché rilasciate dagli intervenuti delle forze dell’ordine, girano i coltelli e non sembra proprio per divertimento. Al punto che ci scappano anche gli accoltellati.

Certo, anche sulla piazzola che frequento non mancano le compagnie “allegre” che dopo vari schiamazzi, dopo espressioni tanto colorite, quanto non appropriate alla castità delle orecchie, lasciano sulle panchine ogni tipo di rifiuto, in genere neppure notato dalle operazioni di pulizia della città, ma da qualche parte bisogna pure fermarsi ed allora, accontentiamoci; se non altro, nella zona, non sembrano girare i coltelli.

Ovviamente la situazione crea seri problemi di ordine pubbliche e le forze dell’ordine (polizia e carabinieri) sono spesso impegnati, sempre ed inevitabilmente a reprimere; nessuno pensa ad un minimo di prevenzione, attraverso un approccio anche episodico di controllo.

Considerate le emergenze che si denunciano, potrebbe costituire motivo di sorpresa constatare che, mentre tutto questo succede ai giardini, nei parcheggi viciniori i vigili urbani si danno un gran pensiero nel controllare le infrazioni al codice della strada, ma in particolar modo ai divieti di sosta o, meglio (rectius, peggio) alle soste prive di ricevuta di pagamento. Sia chiaro, se il parcheggio è a pagamento il cittadino corretto e civile paga, anche prescindendo dal fatto che potrebbe succedere di lasciare la macchina per una commissione di una decina di minuti e non si trova un buco per lasciare un mezzo di trasporto che l’illuminata gestione del servizio pubblico ha reso indispensabile. E tuttavia mi chiedo: quale priorità si sceglie? il controllo per ovviare ai pericoli fatti  alla incolumità messa in discussione ai giardini o la necessità di fare cassa per recuperare le conseguenze del dissesto? viene prima l’uomo o prima la cassa?

Eppure l’intervento dei vigili, o anche solo la loro presenza potrebbe costituire un deterrente non irrilevante tanto più che è data loro  facoltà di fermo cautelativo, cosa che riuscirebbe di aiuto alle altre forze dell’ordine.

Mi chiederete: e le multe? E la necessità inderogabile di fare cassa? E poi, non sono da considerare le conseguenze dovute al difetto di organico dei vigili, addirittura oltre il 10%?

Domanda legittima, ma si tratta di un “difetto” ampiamente riequilibrato dagli ausiliari del traffico che sono stati assunti in abbondanza, soprattutto in alcuni periodi della precedente amministrazione, per finalità che autorizzano a pensar male e con aggravio delle finanze pubbliche; né cambia molto il fatto che siano in carico ad ATM,  alla fine pagano sempre gli stessi.

Ed allora? Allora alle multe pensino gli ausiliari e si usino i vigili per la sorveglianza e per la sicurezza. Capisco che appiattarsi a nascondino per controllare le infrazioni al codice, sia meno pericoloso che bloccare la violenza degli avvinazzati, ma il gioco potrebbe valere la candela.

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One thought on “Passeggio nei giardini e pago la multa

  1. Oltre al fatto che l’interesse economico qualora vada al di là della giusta mercede, è, sovente, la rovina dell’Uomo, in quanto primus casus belli di molti conflitti, si deve aggiungere che perseguire un’infrazione di tipo amministrativo come il mancato pagamento dei diritti di stazionamento è semplice e non richiede alcun impegno, specie di tipo fisico, mentre difendere i Cittadini dal comportamento di persone dagli intenti francamente violenti richiede al Pubblico Ufficiale incaricato di esporsi in prima persona a conseguenze anche fisiche.
    Purtroppo, oggigiorno, si pretende di fondare le Nazioni non più sul Diritto, ma sul bilancio, con i risultati a tutti noti.

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