Palmiro Togliatti: cinquant’anni dopo

Domenicale Agostino Pietrasanta

togIl personaggio potrebbe prestarsi ad un giudizio ambivalente; tuttavia, a nostro parere, il suo contributo alla nascita dello Stato repubblicano appare almeno tanto cospicuo da meritare a Palmiro Togliatti un richiamo, in occasione del cinquantenario della sua morte, avvenuta il 21 agosto del 1964.

Non può porsi in dubbio la sua partecipazione, assieme alla straordinaria personalità di Antonio Gramsci, alla fondazione del partito comunista in Italia, anche se la sua fedeltà “perinde ac cadaver” alle posizioni dello stalinismo, finirono per allontanarlo dal grande pensatore sardo, rimasto in Italia e finito nelle carceri fasciste. Durante il ventennio visse larga parte della sua vicenda, interpretando un allineamento alle posizioni dello stalinismo che viene sottolineato dalle più diverse interpretazioni della storiografia. Riuscì a conquistare la fiducia, pressoché senza riserve, di Stalin, tanto che dopo il ritorno a Mosca seguito alle tappe della guerra civile spagnola fu l’unico, tra i vari reduci in U.R.S.S., ad evitare le purghe staliniane. Del comportamento si Stalin fu sempre al corrente e trovò sempre modo di giustificarlo, come riuscì a spiegare a se stesso ed ai militanti del P.C.I. la destalinizzazione seguita all’intervento di Kruscev al XX congresso del Partito comunista.

Eppure si deve alla sua azione, senza dubbia approvata da Mosca, se tutti i partiti antifascisti dal marzo/aprile 1944 collaborarono con la monarchia per sconfiggere la dittatura fascista e liberare l’Italia dai tedeschi. In un momento in cui la base comunista contribuiva, in modo prevalente alla Resistenza e stava organizzando le bande partigiane in vista della futura liberazione, non era contributo da poco quello offerto dalla svolta di Salerno. Togliatti era consapevole che il suo retroterra di riferimento e di consenso puntava ad una lotta “rivoluzionaria” in cui la collaborazione con gli altri partiti appariva almeno problematica, eppure seppe indirizzare la lotta nel senso della liberazione dai tedeschi, anziché in funzione di una lotta di classe.

Fu questo il punto di riferimento per una serie di successive scelte di indubbia rilevanza politica, soprattutto fu la premessa per una condotta istituzionale che da una parte lo vide interpretare, dal suo angolo inevitabilmente ed ovviamente  di parte, la collocazione dell’Italia nello scacchiere occidentale deciso a Yalta, dall’altra a rinunciare ad un programma rivoluzionario per scegliere la tesi di una democrazia progressiva i cui postulati trovarono possibilità di confronto con le tesi dei costituenti democristiani. Fu sicuramente il processo più rilevante della fondazione democratica della Repubblica e fu la premessa di una collaborazione il cui spirito fu difeso anche in campo cattolico (Dossetti insegni), sia pure dopo l’uscita delle sinistre dai governi presieduti da Alcide De Gasperi. E fu anche l’origine di un’atmosfera che, pur nelle ben note tensioni sociali e le difficoltà economiche connesse degli ultimi anni quaranta, tennero l’Italia al riparo da ogni confronto violento e da ogni azione sovversiva.

La sua valutazione sul futuro del cattolicesimo italiano marcò qualche caduta, come quando previde come conseguenza dei compromessi della Chiesa col regime, un’ondata di anticlericalismo; gli sfuggì, sul momento, il prestigio di un’istituzione che riscattò ampiamente i summentovati compromessi con una presenza capillare tra le popolazioni colpite dalla guerra. Tuttavia in Costituente, dimostrando di aver ormai acquisito le potenzialità della Chiesa e del cattolicesimo come componente della mentalità popolare, appoggiò lo sforzo di Dossetti nel definire i rapporti Chiesa/Stato. Se si trattò di comportamento strumentale, e probabilmente fu anche tale, riuscì tuttavia a cogliere una connotazione essenziale della forza popolare del Cristianesimo, tanto che non condizionò l’adesione al Partito comunista a nessuna opzione di tipo religioso.

Per queste valutazioni, almeno a mio parere, un richiamo alla sua azione nel cinquantenario della morte,  può avere un suo senso e significato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...