Alessandria: una porta sul patrimonio UNESCO, da (ri)aprire

Qui Alessandria  Angelo Marinoni

carta ferroviaria

L’Amministrazione Regionale presieduta da Chiamparino si è ormai inserita nel tessuto politico ed ha cominciato il suo percorso politico e amministrativo, le prime luci sono parse illuminare buoni propositi e buoni progetti, ma già non mancano le perplessità circa le priorità e l’indirizzo politico cui tende l’Amministrazione.

La precedente Giunta ci ha abituati a conti di ragioneria spicciola privi di lungimiranza come di efficacia, questa, invece, finora ha dimostrato buona volontà, ma sarebbe opportuno che si chiarissero i punti fondanti dell’agire politico dei prossimi anni.

Da parte di chi scrive, ma anche da persone ben più autorevoli, il settore trasporti,  dove la regione ha (ancora) competenze esclusive, è prioritario e fondamentale per un corretto sviluppo dell’economia (dal primario al terziario) e per una società che si muove, quindi parla, si integra, si mischia, si mette in gioco e in relazione compenetrandosi viaggiando: sbagliato limitare la mobilità, giusto, anzi obbligato, favorire e incentivare mobilità sostenibile.

La passata amministrazione ha operato in senso opposto avendo un preciso indirizzo politico per il quale il settore trasporti (a livello locale e regionale) non era prioritario, dove la mobilità delle periferie era irrilevante (ci si è occupati solo dell’area metropolitana torinese e delle relazioni che avessero Torino come capo) e la messa in relazione fra regioni era addirittura osteggiata (taglio di tutte le relazioni interregionali con Liguria e Emilia, le relazioni con la Lombardia a parte il Torino-Milano sono gestite e finanziate da Regione Lombardia: Alessandria – Pavia, Vercelli – Pavia, Alessandria – Milano PG, Alessandria – Milano C,le, Novi – Tortona – Milano C.le.) Nell’indirizzo politico della passata amministrazione c’era anche la scarsa attenzione al patrimonio infrastrutturale (500 km di ferrovia efficiente abbandonata completa di impianti di primaria (potenziale) efficienza  e efficacia nel trasporto merci e passeggeri (Cuneo Gesso, Saluzzo, Castagnole delle Lanze), nodi cardine della rete nazionale depotenziati (Alessandria, Asti, Casale Monferrato, Cuneo, Romagnano Sesia) e nessuna attenzione alla sostenibilità ambientale riempiendo strade di collina, di montagna e turistiche di automobili riducendo il servizio di trasporto locale (elemento di una rete di trasporto nazionale non semplicemente le locali esigenze di mobilità scolastica e/o sociale) a qualche corsa di autocorriera.

In un contesto di avanzato degrado scambiato per politica dei trasporti si trova a operare la nuova amministrazione che, almeno inizialmente, sembra non voler adottare il piagnisteo sulla scarsità di risorse come argomentazione per continuare le operazioni di macelleria sociale e economica messe in atto da vari governi locali, nazionali e sovranazionali.

Ci aspettiamo quindi di leggere un indirizzo politico teso allo sviluppo di mobilità sostenibile di uomini e merci come strumento e elemento di sviluppo economico, specie dopo il riconoscimento Unesco del Monferrato e in attesa di Expo 2015.

Alessandria è porta del Monferrato e leggo con interesse della richiesta del Sindaco Rossa di aumentare e efficientare le relazioni con Milano non solo per i pendolari che ne hanno bisogno (notare che gli attuali miglioramenti e relazioni sono operati da Trenord quindi Regione Lombardia) , ma anche in funzione Expo e Unesco essendo la città fra i due fiumi nodo ferroviario di primaria importanza nazionale e porta normale del Piemonte che si vuole mettere in mostra. Il problema è che se non viene riaperta la ferrovia per Alba, se non vengono ripristinati i collegamenti maldestramente eserciti da Trenitalia e soppressi dalla giunta Cota Alessandria sarà una porta chiusa.

Riversato un treno di viaggiatori diretti in Langa dove li mettiamo? Su decine di autobus, su centinaia di auto prese a nolo, riversiamo sulle strade decine di veicoli passeggeri e merci lasciando abbandonate le ferrovie che attraversando splendidi panorami raggiungono tutte le località che vogliamo, nominalmente, promuovere?

Si blatera, credo il termine sia corretto, della necessità di infrastrutture,  si censura o si insulta ogni obiezione alle cosiddette grandi opere e si ignora che una città come Alessandria è dotata di uno dei principali scali merci con stazione (Alessandria Smistamento), si ignora che Alessandria è nodo naturale dove convergono OTTO relazioni di cui TRE ad alta capacità e altrettante che potrebbero diventarlo con una gestione razionale.

L’abbondanza di infrastrutture lasciate marcire alle nevi di gennaio come alle calure d’agosto si accompagna al selvaggio accantonamento di locomotive efficienti a metà della loro carriera: milioni di euro (venialmente parlando) che si scolorano lentamente in lunghi tronchi di binario divenuti un memoriale allo spreco e un simbolo quasi perfetto di una politica dei trasporti precaria e allucinante.

Alessandria non deve limitarsi a chiedere alla Regione di pretendere un paio di treni in più per Milano (che poi opera Trenord), inutili ulteriori cementificazioni per allargare strade il cui traffico non va favorito, ma stroncato con una efficace politica di trasporto pubblico.

Sono fenomeni allucinanti e tutti italiani lo spostamento del problema dei volumi di traffico pesante merci consumando territorio e devastando il paesaggio con le tangenziali e la rincorsa ad assecondare il flusso di veicoli privati con raddoppi di strade o nuove perniciose  infrastrutture stradali dagli alti costi di realizzo, dagli alti costi di manutenzione e che hanno come efficacia il favorire l’aumento di un fenomeno che invece va combattuto e limitato perché universalmente riconosciuto come principale causa di alti costi sociali e ambientali: il traffico stradale privato.

I sistemi e i mezzi per una efficace lotta al traffico stradale privato sono pronti e abbandonati: non sono nelle infrastrutture faraoniche che serviranno a riempire i mercati europei delle merci fatte in paesi dove non viene rispettata la dignità umana,  ma in tutti quei km di ferrovia, quelle stazioni, quelle locomotive ferme ad aspettare la loro scadenza di revisione.

Alessandria ha una rete di trasporto suburbano e provinciale e capillare con una ampia e sfruttabile penetrazione urbana, come ha una rete ferroviaria in grado di smaltire traffico merci e passeggeri ad alti volumi, senza dover fare altro che utilizzare razionalmente le risorse esistenti.

Basti pensare a Casale Monferrato che nei festivi non ha servizi pubblici e che è relazionata  al sistema ferroviario metropolitano milanese (Mortara S9) da una ferrovia di 20 km NUOVA e mai usata, come sarebbe relazionata a Asti e come è maldestramente relazionata al suo capoluogo e quindi a tutta la rete nazionale.

Basti pensare a Acqui Terme città termale e turistica che invece di essere momento di relazione fra Asti-Genova e Alessandria – Savona è cesura fra il sistema regionale piemontese e quello ligure con il ripetersi della chiusura di uno o di entrambi i tronconi della Asti-Genova ad agosto per lavori.

L’aspetto devastante di una breve scorsa al sistema trasporti piemontese è che la sua sciatta inefficacia non è dovuta (o quantomeno non dipende solo) dall’assottigliarsi di risorse (comunque finora spese male), ma anche e secondo chi scrive soprattutto, dall’abbandono di una enorme ricchezza infrastrutturale (oltre le ferrovie tutti gli immobili trasformati in piramidi senza ingressi, gli impianti ferroviari di stazione e di manutenzione abbandonati (DL Asti, Officine Cuneo, Cuneo Gesso, ecc ecc)) e di beni mobili (locomotive prematuramente accantonate, automotrici inutilizzate).

Senza un preciso impegno delle Amministrazioni comunali delle città principali, come Alessandria nonostante i suoi tentativi di non esserlo, è verso la redazione di una politica dei trasporti regionali volta al massimo sfruttamento e efficientamento della rete ferroviaria esistente comprendendo le pertinenze immobiliare e i beni mobili.

Il ruolo di Alessandria come cerniera fra Lombardia e Emilia e la zona Unesco di cui lei stessa fa parte nelle sue propaggini collinari è decisivo e sarà efficacia recuperando il ruolo di nodo ferroviario del trasporto regionale e di medio-lunga percorrenza, non ultimo è doveroso che le amministrazioni comunale e regionale si impegnino per recuperare quell’immane patrimonio costituito dallo scalo merci e dalla stazione di Alessandria Smistamento.

Come appendice segnalo che esiste l’obiettivo europeo approvato e vincolante del raggiungimento del 30% del trasporto merci su ferro, il nordovest non raggiungerà questo obiettivo portando i container cinesi attraverso il terzo valico, ma svuotando strade statali e autostrade degli autotreni deputati esclusivamente al trasporto di corto-medio raggio di derrate e prodotti per l’industria,  incentivando l’uso del vettore ferroviario e rendendo questo fruibile con tariffe eque e non volutamente scoraggianti, imponendo il ripristino delle tratte menomate dalla rete snella , incentivando l’uso di raccordi industriali invece che isolarli alla prima occasione.

Annunci

One thought on “Alessandria: una porta sul patrimonio UNESCO, da (ri)aprire

  1. Cosa aggiungere di più? Non sono esperto per nulla di trasporti e di ferrovie, ma capisco anch’io che tutte le indicazioni (anche gli interventi precedenti di Angelo Marinoni sono più che appropriate e di buon senso). Utilizziamo queste infrastrutture ancora molto utili per i cittadini e per l’economia. E soprattutto riduciamo quasi a zero questi infernali TIR che occupano continuamente tutta la rete autostradale, trasportando le merci su rotaia! Marinoni for Assessore ai Trasporti, anzi for President of FS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...