Renzi, Penelope e Garibuia “il furbo”

Domenicale Agostino Pietrasanta

garGaribuia, è uno strano quanto simpatico personaggio; secondo la tradizione del profondo Piemonte, per non farsi derubare le scarse monete di cui disponeva, le andava a nascondere nelle tasche altrui; oppure per non farsi bagnare dalla pioggia si buttava a nuoto nel primo torrente a portata di mano. Sul serio molto originale; eppure, io sono sicuro che la sua originalità non gli procurerebbe fama conseguente se, sia pure confusamente, l’italiano medio non si sentisse rappresentato dal comportamento di tale simpaticissimo soggetto.

Provo a spiegarmi. Da qualche mese, il nostro facondo Presidente del Consiglio va proclamando le sue riforme e contemporaneamente, sia pure nelle molte contraddizioni di un sistema pieno di tranelli, qualcosa pone in discussione e qualche tentativo serio sembra anche prospettarlo. Purtroppo ci sono mille trabocchetti e la sensazione che ci inquieta è quella dello sfilacciamento dei molti tentativi. Il fatto è che l’azione del premier è molto paragonabile alla tela di Penelope; lui fa, ma non è lui a disfare durante la notte: ci sono mille attori in azione al bisogno. Ciò che tuttavia non appare è la distinzione tra chi opera di giorno alla luce del sole, e chi scava nel buio come le talpe o nella notte, al riparo dalla luce delle cronache più inquietanti.

Certo le migliaia di emendamenti ai progetti di riforma, proposti dai partiti, possono essere di intralcio e possono sembrare strumentali, ma almeno sono esposte al giudizio di tutti; certo le riserve del sindacato, fatte valere talora con la forza del boicottaggio, appaiono spesso strumentali, ma almeno sono ben presenti a chiunque voglia vedere; certo l’intralcio delle corporazioni più potenti costituiscono la deriva di privilegi che si sono accumulati nel tempo, ma la sanzione sociale, ancorché priva di fecondi risultati, alle ingiustizie di palesi prepotenze ed arroganze, non si fa attendere. Insomma c’è sì il tentativo di intralciare la tessitura della tela, da parte di molti, ma alla luce del sole.

Rimane da dire chi sia mai che opera nella notte, al sicuro da ogni tentativo di resistenza, ben protetto nella sua straordinaria capacità di boicottaggio. Forse si tratta di molti più soggetti convergenti, ma di due mi preme dire perché si radicano nella mentalità comune o, meglio, del comune cittadino.

Il primo è la mancata sanzione sociale alla corruzione; intendiamoci, quando certi scandali vengono alla luce, quando la magistratura con tutta la fatica inevitabile considerate le procedure in cui essa stessa si dibatte, incide sul marcio, allora le reazioni sono persino rumorose. Sentire di milioni di tangenti, ascoltare di un benessere impossibile ai più e “racimolato” con la disonestà, suscita reazioni piccate; ma quando c’è lo scandalo. Quando invece si dubita che per un certo lavoro un po’ bisogna anche transigere, quando si omologa il proprio sentire all’andazzo del “favore”, non si vuol capire che si fa come Garibuia: per non vedere, per evitare di coinvolgersi nell’impegno di una politica fondata su dei principi etici che non sappiamo neanche concepire, allora ci adeguiamo e preferiamo tacere proprio come colui che acconsente. Per non bagnarci al temporale della corruzione ci rifugiamo nel torrente della omologazione della stessa: e sappiamo fin troppo bene che non solo non ne trarremo vantaggio, ma anche che prima o poi ne pagheremo il conto, o (Deus avertat) lo pagheranno i nostri figli.

Il secondo soggetto che lavora nella notte a distruggere la tela, è la deriva al privilegio, anziché al merito; a questa deriva partecipiamo un po’ tutti. Sempre pronti (e giustamente) a sanzionare i vantaggi scandalosi, ma evidenti dei politici, non ci preoccupiamo della carriere dei nostri funzionari spesso legate alle logiche della raccomandazione e non del merito o delle capacità o dell’impegno; ma sono appunto le alte cariche dello Stato che intralciano per vari loro interessi l’azione dello stesso esecutivo.

E qui il percorso di Garibuia è ancor più evidenziato; di fronte alle tante deviazioni, di fronte alla mala pianta della raccomandazione, una piccola raccomandazione ce la vorremmo guadagnare anche noi: e per non bagnarci alla tempesta ci buttiamo nel torrente: come Garibuia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...