Arrivederci Don Walter

Angelo Marinoni

wal2Martedi’ 8 luglio sono stato al funerale di Don Walter, io e lui non ci siamo mai visti di persona: abbiamo condiviso queste pagine di Appunti, ci siamo scambiati qualche messaggio, qualche opinione. Entrambi con la presunzione di avere tempo per convergere in una stanza e raccontarsi quello che avevamo appena abbozzato in  un post e in una lettera.

Non ho fatto in tempo.

Sapevo che non stava bene, ma una fiducia che pensavo incrollabile e poi crollata nel tempo posticipava sempre quella telefonata che avevo promesso di fargli a seguito di una mia lettera in cui, semplicemente, chiesi aiuto al Pastore.

Ho una Fede traballante e incerta, valori che si approssimano facilmente a quelli cristiani, ma ci sono stati e ci sono dei momenti in cui il mio sentiero diventa incerto al passo e confuso alla vista.

Fu in uno di quei momenti in cui gli scrissi una lettera partendo dalla confidenza dettata dal condividere un luogo di idee, come Appunti.

I contenuti di quella lettera non sono interessanti, interessavano a lui come Pastore e interessano me come uomo capace solo di andare avanti da solo o forse solo spaventato di farlo sotto l’egida di qualcuno o qualcosa.

Don Walter rispose e mi fece chiaramente intendere che quella mia riservatezza, quel mio timore, quella mia insicurezza erano infondati, mi fece chiaramente intendere che se si ha paura della propria Fede bisogna parlarne, bisogna affrontarla e si propose di farlo con me, invitandomi a un incontro che travolto dagli eventi professionali e della vita posposi fino a scoprire che non c’erano più pagine nell’agenda in cui volevo scrivere.

Pochi erano i volti a me noti in quella bella chiesa, pochi i legami con quel paese e quegli occhi gonfi di dolore che gremivano ogni spazio del sacro edificio: il forte odore d’incenso permeava tutto e mi persi fra le parole del Sacerdote che officiava e l’ammirazione per gli affreschi e la semplice bellezza di quella Chiesa che decisi ben si sposava con la limpida e potente intelligenza di Don Walter.

Attesi fino alla fine del rito e ascoltai un po’ delle testimonianze di affetto e di dolore per il grave lutto che aveva colpito la Comunità.

Sono andato via in solitaria, seguendo il feretro qualche passo prima di raggiungere la mia auto e dileguarmi inosservato come ero entrato in Chiesa. Pensai con rabbia che non era giusto, mi resi anche conto di essere egoista perchè invece di recriminare per il dolore di tutte quelle persone che con lui avevano condiviso ben più di qualche momento, recriminavo per me stesso, per quello che non avrei più avuto l’occasione di imparare.

Ripensando alle sue parole, a quello che ho letto di lui e a quello che ho ascoltato mi sono reso conto che il suo potente messaggio è entrato nel cuore e nella vita di molti, persino nelle steppe della mia anima imbruttita da tanti dubbi.

Don Walter ha fatto tanto e ancora farà molto con la potente eredità del suo operato e del suo pensiero.

Questo consola me e può esser d’aiuto ai tanti che ora, comprensibilmente, si sentono inconsolabili.

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