Festa del Cristo: a tarallucci e vino

Domenicale Agostino Pietrasanta

PRONella apparente, o almeno relativa bonaccia, in cui vivacchia l’amministrazione comunale, sembra di cogliere un segno positivo: forse ce la stiamo facendo. Meglio, i vertici apicali del Comune sembrano uscire, un po’ ammaccati, ma non distrutti, dalle condizioni di dissesto. Un qualche  merito andrà pure sottolineato, anche a carico di interventi esterni che una mano non l’hanno fatta mancare; al punto che la Sindaco si è profusa in ringraziamenti, senza escludere le citazioni nominative, sia pure con qualche dimenticanza. Nessuna intenzione critica, anzi massima e dovuta comprensione: quando si fanno dei nomi, succede sempre, anche ai migliori, di dimenticarne qualcuno: meglio stare sulle generali, si evitano “incidenti” (veniali, per carità!), ma anche qualche brutta figura.

Ritorniamo però alle cose essenziali: con una cura da cavallo, che ha tramortito una parte della città, forse se ne esce. Non solo, ma nel contempo, si riparte e si conclude col ponte cittadella e, cosa assai rimarchevole, si prospetta adeguata riqualificazione urbana delle zone adiacenti ed un po’ di tutto il “borgo Rovereto”. E dunque, e di conseguenza, riconoscimenti al merito: le buone notizie tonificano anche i più pessimisti e favoriscono i ritorni elettorali.

Ciò non toglie che l’amministrazione debba prendere atto che non sono tutte rose. Ad esempio, a poche centinaia di metri dal “fortunato” (si fa per dire: ricordiamo bene le vicende dell’alluvione) Rovereto, sta crollando nel degrado più fatiscente quello che avrebbe dovuto costituire un grande parcheggio, il “Tiziano”. Ed invece si presenta alla vista (ictu oculi) uno spettacolo desolante: dopo l’apertura di una parte limitata del medesimo, tutto il resto costituisce parcheggio per rifiuti ed erbacce. La società “Metropark” del gruppo FS, che dovrebbe provvedere, ribalta la responsabilità sull’amministrazione comunale che non contribuisce cogli interventi di competenza. Forse sarà anche vero, ma ne vorremmo sapere di più e vorremmo pregare i responsabili dell’amministrazione comunale di informarci. Personalmente saremmo disposti a credere alle buone ragioni del Comune: le FS, dopo aver ridotto la stazione di Alessandria ad un deposito per locomotive, potrebbero non essere interessata ad un parcheggio di notevoli dimensioni, ma gli Alessandrini invece qualche interesse lo farebbero valere e si rivolgono inevitabilmente a chi li governa da vicino: alla giunta comunale, al sindaco ed all’assessore competente.

Ancora. Se si procede dal parcheggio per poche altre centinaia di metri, verso il sud della città, si arriva al cavalcavia ed al rione del “Cristo” parte costitutiva del tessuto cittadino. Bene, anzi malissimo: la scena si fa desolante. Già il cavalcavia con una palizzata pericolante offre uno spettacolo indegno, ma se si procede nei due viali principali, corso  Acqui e corso Marx sembra di entrare in un terreno terremotato: buche nella base stradale, marciapiedi ridotti in parecchi tratti ad ammucchiate di bitume, segnalazioni stradali e passaggi pedonali invisibili e, bene spesso, inesistenti. Ed intanto si fanno feste, si fanno le “notti bianche”. Cose ottime, per carità, cose che permettono di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini ai più rimarchevoli livelli di “socializzazione” (la parola divina!) e di responsabilità, ma che non risolvono i problemi evidenti e scandalosi del degrado.

Nessuna facile demagogia; sappiamo benissimo che le risorse lasciate da una precedente amministrazione, già votata “a magnifiche sorti e progressive” non lasciano spazio a troppi necessari indispensabili interventi, ma per intanto l’impressione di una città a “due pesi e due misure” permane.

Forse sarebbe ora che i numerosi consiglieri comunali del rione, segno anche numerico della rilevanza del quartiere, sentissero l’assessore competente, almeno per informazioni sulle possibili future “speranze”.

In caso contrario non ci rimangono che le feste e la valutazione dei problemi“a tarallucci e vino”. Buona festa!

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