Grecia chi?

Dario Fornaro

(Continuiamo, con un pezzo tra il serio e il faceto di Dario Fornaro, il dibattito di Ap sull’Europa. Sono intervenuti fin’ora: Marco Ciani “Un’idea di Europa”, Angelo Marinoni “L’Europa degli europei“, Daniele Borioli “Attenti ai pifferai dell’ antieuropeismo” e Carlo Baviera “L’Europa: una “espressione geografica”?“. Ap)

greDice l’amico: perché non ci fai un pezzo sull’Europa, che stiamo facendo un giro d’opinioni per il sito? Va bene, comincio a pensarci. E mentre mi avvio a  “far mente locale” mi si para innanzi  una domanda improvvisa e petulante: e la Grecia? Che ne è della Grecia, di cui si parlava con preoccupata partecipazione fino ad un anno fa  e che da mesi è praticamente sparita dai normali radar informativi?

Certo, hanno a che fare con la Grecia il candidato di sinistra alle europee, Tsipras, e il movimento di destra estrema, Alba Dorata, dei quali ancora si parla saltuariamente, ma di che cosa succeda ancora nella vita quotidiana di quel Paese, alle prese con il “delitto e castigo” del debito pubblico e della rilassatezza economica, non si sente e si vede quasi più nulla. E dire che non erano cose propriamente allegre. Come di fronte ad un generale sviamento d’interesse per una condizione di sofferenza socio-economica fattasi endemica e memorizzata appena, nelle redazioni e nelle segreterie, per eventuali, future riprese d’argomento.

Con poche eccezioni, ovviamente “provocatorie”, tipo quella, recente, di Luciano Gallino e amici, che immagina una chiamata di responsabilità delle Istituzioni Europee, e della famosa “troika”, per crimini contro l’umanità perpetrati nei confronti della popolazione ellenica, scientemente precipitata nel degrado delle più elementari esigenze di vita. Per qualche riscontro numerico-fattuale ci si può rivolgere ad ANSAmed (del 21.3) che, per la Grecia, riprende cifre drammatiche dall’ultimo rapporto OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo.

Alla domanda iniziale, probabilmente fuori tema, mi sono risposto, certo semplicisticamente: perché non serve più; perché lo spauracchio Grecia, agitato quando Monti raccolse la triste eredità berlusconiana e si dedicò a schivare il baratro imminente con misure impopolari, è scivolato dietro le quinte allorché, tra Letta e Renzi,  l’attenzione (pensare positivo?) si è spostata verso il baluginare della cosiddetta  luce in fondo al tunnel. E abbiamo (avremmo?) ripreso le distanze di sicurezza dai malcapitati cugini, designati per gli ultimi di ogni classifica.

Ma quanto fondata e rassicurante è questa  sensazione? Ai sorrisi e alle simpatie, riscossi di recente – così almeno si racconta – presso i nostri principali partner europei, fa regolarmente contraltare  la gelida riconferma , senza prospettiva di sconti, degli obiettivi pattuiti, e controfirmati, quanto a risanamento dei conti e rilancio, con riforme, dell’economia. La nobile retorica comunitaria, della quale facciamo spesso sfoggio in senso euro-riformista, non rimuove né addolcisce le Forche Caudine che ci attendono al varco.

Ecco perché, con il poeta W.H. Auden, tornerebbe a proposito l’invocazione: La verità vi prego sulla Grecia!

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3 thoughts on “Grecia chi?

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