AMAG, buchi e spiacevoli sorprese

Domenicale Agostino Pietrasanta

amaNon capisco nulla di tecnologia, né tanto meno di tecnologia informatica; il PC lo uso alla buona, tanto da farmi dare di baia dagli amici più cari, per la mia acclarata  sprovvedutezza in materia. Ne deriva che non saprei dire quanti tra i nostri usuali lettori abbiano preso visione dell’intervista rilasciata dall’amministratore delegato AMAG Mauro Bressan e pubblicata da AP la scorsa domenica 16 c.m.

Vi assicuro che dopo averla letta, ed averci ripensato, qualche preoccupazione l’ho avuta; per una serie di motivi.

Vengo intanto a sapere che un servizio primario non ha fruito di “regia manageriale” adeguata; e fin qui, come ogni buon alessandrino, non mi sono fatto crucci eccessivi: se le cose gestite dal pubblico fanno acqua, qualcuno avrà pure da pensarci, a me non può importare più di tanto. Tanto più che l’intervistato mi dice che il suo incarico, appena assunto, costituisce per lui una sfida. Conoscendolo come persona seria, quanto competente, mi tranquillizzerei.

Uso il condizionale non per riserve sulla riconosciuta competenza e serietà dell’amministratore delegato, ma perché seguitando a leggere l’intervista, vengo a conoscere di uno scoperto, di un inevaso, di un accumulo di mancati pagamenti impressionanti. Solo nel privato 40 milioni circa di euro; poi sospetto che ci sia il pubblico ed anche qui, se tanto è da lamentarsi nel privato, non credo manchino alcune inadempienze. Non solo, ma nessuno nel passato, avrebbe sollecitato i pagamenti; e, viene aggiunto nell’intervista, per un “vuoto organizzativo”. Evidentemente si tratta di non pensar male; tuttavia la cosa non mi consola perché, mi si dice, ci sono anche casi condominiali in cui i clienti pensano di essere in regola e non lo sono affatto.

Ora il caso è semplice: non so voi e comunque tutti quelli che hanno letto l’intervista, ma io mi sono subito posto il problema: non mi capiterà mica di vedermi arrivare l’ingiunzione di pagamenti che io, in ottima fede, ritengo di aver già onorato? E per quale cifra?

Vedete che non conviene disinteressarsi del pubblico servizio? C’è di peggio: se le ingenti cifre di inevaso non saranno recuperate ne potrebbe derivare un danno al servizio; pensateci un po’: nel servizio di un bene primario come quello dell’acqua!

In tutta sincerità, c’è poco da pensar bene, dal momento che pensando male si potrebbe indovinare; e nel caso specifico non si può che pensare, senza insulti inadatti ad un serio ragionamento, ad una passata gestione che non sembrerebbe aver posto in essere una “regia manageriale”; tanto per evitare insinuazioni di  possibili dolosi comportamenti.

Non basta. Di fronte alle cifre riportate, di fronte ai mancati pagamenti, una domanda viene spontanea: se tutte quelle risorse fossero state disponibili per il socio di maggioranza (il comune di Alessandria con il 75% circa delle quote) si sarebbe potuto provvedere un po’ anche per i buchi sulle strade con conseguenti benefici per le ruote delle automobili?

Rivedete che non conviene disinteressarsi del servizio pubblico? Eppure, nonostante questi vari e diversi interrogativi, mi tormenta un pensiero: non mi capiterà mica la spiacevole sorpresa di vedermi ingiungere di pagare ciò che in assoluta buona fede ritengo di aver già pagato? E per quale cifra? E voi non ci avete mai pensato?

Ed i cento calabroni che talora, ed in altre occasioni, ho denunciato che mi ronzano nella testa, si fanno, di tosto, addirittura migliaia.

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