Ali sulla città

Qui Alessandria  Dario Fornaro

aerDomenica 9.3, nelle prime ore del pomeriggio, un aereo cd. “ultraleggero” si è schiantato a pochi metri dalla recinzione del campo d’aviazione di Alessandria, finendo a testa in giù sulla siepe di cinta del Villaggio dei Commercianti. Una vittima, il passeggero, e un ferito grave, il pilota. Tre giorni di foto e cronaca e poi solo i lumini pietosamente accesi sul luogo del mortale incidente.

Modesto lo scalpore destato da un evento che, in tempi e circostanze diverse, avrebbe innescato ben altre polemiche sulla convivenza aeroporto/città circostante.

Dal Comune è stato prontamente  sollecitato, per le opportune verifiche di sicurezza e praticabilità della pista di volo, l’Ente  nazionale assistenza al volo (ENAV) a ciò deputato, anche per raffreddare le prime ipotesi di allarme civico, con raccolta di firme. Nonché per defilarsi, presumibilmente, a futura memoria, all’eventuale, vecchio problema di rilocalizzazione dell’aeroporto, che dovesse riproporsi per inadeguatezza dell’attuale, e che oggi cadrebbe veramente male, nel disinteresse e/o nell’ostilità generale. Stato d’animo, quest’ultimo, ben sintetizzato qualche anno fa da un Vcesindaco di lungo corso e lingua spigliata: “ma chi l’ha detto che Alessandria deve avere un aeroporto?”.

Interpretando, ovviamente senza alcuna autorizzazione, la posizione del Comune (ultime due Giunte, almeno) sull’aeroporto si potrebbe dire che: o resta Piazza d’Armi, con le eventuali misure tecniche aggiuntive, o si lascia perdere. Del resto è da tempo che tre aeroporti, seppur “minori”, in questa provincia (Novi, Alessandria e Casale, dei quali i primi due con problemi di compatibilità urbana) appaiono eccessivi e non a caso  l’ENAV citato sostiene solo Casale, che, dal canto suo, è l’unica città che, pur non senza polemiche, sostiene visibilmente il suo aeroporto “Cappa”.

Di “nuovo aeroporto” si è talora parlato anche ad Alessandria, a cominciare dall’area  industriale di San Michele (50 Ha circa, di proprietà comunale, inutilizzati, risultata poi inidonea allo scopo)  ma con un esiguo capitale di concretezza, economica e pianificatoria.  L’unico approccio costruttivo, almeno come iter, risale agli anni novanta allorché il PRG designò a servizi pubblici una vasta area agricola, poco abitata e assai decentrata, in zona Casalbagliano-Villa del Foro. Correttamente, prudentemente non si parlò, nel documento, di destinazione aeroportuale, ma  non ci voleva molto ad arrivarci per esclusione, e comunque l’opzione era nota. Se fosse apparso un soggetto pubblico-privato interessato, il sostrato  urbanistico era pronto.

L’alternativa (come si dice, equipollente) al campo di volo di Piazza d’Armi  rimase per qualche anno a “bagnomaria”, in attesa di seguiti che non venivano, finché, nel 2002-03, fu di fatto abbattuta da una sconsiderata dabbenaggine, maturata, manco a dire, in un allegro clima di provinciale megalomania.

Bene al nuovo aeroporto, si disse, ma vista la fortunata compresenza, nella zona designata, del progetto “Distripark”, l’aeroporto dovrebbe crescere da turistico-leggero a commerciale-cargo per porsi in funzionale simbiosi con il nascituro “polo logistico”. Apriti cielo! Impegnato nel cambio di Giunta, con ribaltone, del 2002, il Comune perse l’occasione di smentire sollecitamente e seccamente la versione dell’aeroporto-merci, onde, per diversi mesi la polemica anti-aeroporto montò da un fuocherello iniziale ad un indomabile incendio, alimentato  dalle più incredibili ipotesi di disastro agricolo-ambientale.

Com’era prevedibile, l’idea di neo-aeroporto alessandrino, grande o piccolo, civile o commerciale, erboso o cementato, in quel contesto periferico – ma per estensione d’opinione in tutto il territorio comunale –  fu “bruciata” alla grande e in cenere, per quel che se ne sa, resta tutt’ora.

Con qualche amaro in bocca possiamo oggi constatare  che il “Distripark” non lo abbiamo visto nemmeno con il cannocchiale e l’aeroporto ad esso “appoggiato” è sfumato prima ancora di assumere una qualche paternità di progetto. Decisamente un bel colpo: due fave e nessun piccione!

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