Un coraggio di ferro

Angelo Marinoni

atmLeggo dalle nostre pagine con sollievo che la città di Alessandria si avvia ad una gestione non straordinaria ed ha scampato il pericolo del commissariamento, un risultato importante per il quale va il plauso all’Amministrazione; indipendentemente dall’indirizzo politico e dalle opinabili singole scelte e’ giusto riconoscere un successo quanto questo si manifesta, specie se è un successo che riguarda il miglioramento delle condizioni dell’intera Comunità.

Sfrutto un paio di detti divenuti luoghi comuni: “battere il ferro finché è caldo” e “volere è potere”. Mi riferisco all’urgenza di approfittare delle mutate condizioni e dell’attenzione dell’Esecutivo per affrontare con profitto e intelligenza la situazione trasporti e fare di questo settore primario della società evoluta uno strumento di ripresa economica nei servizi come nel turismo.

La decadenza della Giunta regionale di Cota, forse la peggiore amministrazione pubblica dai tempi di Hammurabi, e la necessita’ di far riprendere Alessandria dal suo insano torpore sono due elementi che combinati devono portare l’Amministrazione a drastiche decisioni.

Il sistema di trasporto pubblico urbano non e’ mai stato cosi’ misero nei suoi cento anni di bellissima storia, dal “tulon” ai “filibus” nessuna ricorda di aver letto orari indecenti come quelli che si leggono ora, specie in una città di centomila abitanti che dovrebbe ambire ad un ruolo guida dell’area monferrina.

Non si può pretendere di punto in bianco e senza disponibilità finanziarie di riavere l’ATM degli anni Settanta, con un servizio efficiente, capillare e non particolarmente costoso considerando le sinergie che allora non erano rese impossibili da normative concorrenziali e di incentivo fittizio a un fittizio mercato, ma certo si può pretendere una presa in carico del servizio da parte del Comune, una rifondazione dell’ATM e una sinergia con il sistema di autoservizi provinciale e con il servizio ferroviario che potremmo chiamare METROAL. E’ inutile far passare dallo stesso posto treno, corriera e autobus: si applichi un biglietto urbano integrato dell’area metropolitana alessandrina che consenta l’uso del treno, per esempio, da San Giuliano a Alessandria e che consenta l’uso delle corriere provinciali da Spinetta all’area urbana con l’introduzione delle fermate urbane e una adeguata informazione a terra come a bordo come nei nodi che si andranno a individure dei percorsi e degli orari.

Sfruttando il servizio ferroviario e provinciale nell’area metropolitana si possono risparmiare chilometri di autobus prettamente urbani concentrando quelle risorse nelle aree non servite dalla rete ferroviaria e provinciale e per navette dai percorsi circolari che facciano convergere borghi e aggregati periferici sui nodi della rete, come Spinetta per l’area della Fraschetta e Valenza e Ospedale Civile per l’area collinare.

Parallelamente a questo progetto di sfruttamento di risorse esistenti (non abbiamo ancora speso un centesimo in più) l’Amministrazione deve farsi promotrici, con gruppi, associazioni e comitati, al ripristino delle tratte ferroviarie criminalmente sospese dalla cessata disamministrazione regionale attuando in sinergia con la Provincia o quello che ne prenderà il posto la soppressione degli autoservizi paralleli (concentrando le risorse della gomma laddove non c’e’ la ferrovia costruendo servizi “raccoglitori” verso i nodi ferroviari) e l’istituzione di fermate urbane quando la ferrata attraversa l’area metropolitana.

Focalizzando su Alessandria e’ sufficiente guardare  i percorsi delle linee di Valenza, Ovada, Acqui Terme e Castagnole delle Lanze convergenti sul capoluogo per notarne l’alto potenziale relazionale nel capoluogo come nella prima periferia:
un adeguato sfruttamento di queste ferrate rende sostituisce buona parte degli autoservizi sorti parallelamente.

L’ipotetico progetto METROAL può partire semplicemente come politica tariffaria affrontando le sicure resistenze del vettore ferroviario del quale si auspica un cambio e lavorando in sinergia con la programmazione del servizio provinciale: integrazione tariffaria e massima informazione e visibilità di percorsi e orari sono l’unico strumento utile allo sfruttamento delle risorse esistenti.

Serve un coraggio di ferro perché bisogna vincere le resistenze all’uso della ferrovia in ambito urbano (laddove e’ stato fatto e’ stato un successo Cagliari, Sassari, Reggio Emilia, Parma, Salerno, Foggia per esempio) e non farsi condizionare da un vettore ferroviario capitanato da un individuo che considera la ferrovia inutile nei piccoli centri e ritiene utile il trasporto merci su gomma da Genova a Milano, come se il presidente di Confcommercio promuovesse la chiusura dei negozi a vantaggio della grande distribuzione, con la differenza che parlando di trasporti una politica cosi’ scellerata avrebbe costi ambientali, sociali e umani immani.

La favorevole congiuntura della ripresa delle redini della Città, la decadenza della giunta Regionale più dannosa dai tempi di Chambery capitale, e un Governo che con le varie riserve che personalmente ho ha una forte esperienza “comunale” (Del Rio e lo stesso Renzi) è occasione imperdibile per dare avvio a una nuova politica dei trasporti per i trasporti come strumento e come fine, un ruolo che non può non avere la Città fra i due Fiumi per posizione e storia.

Oltre al ripristino del ruolo di Nodo del trasporto ferroviario di corto e medio raggio e punto di fermata di alcune lunghe percorrenze NORD-SUD prioritario dell’agire dell’Amministrazione il ruolo del pregevole scalo di Alessandria Smistamento di sicuro interesse di compagnie ferroviarie nazionali come Deutsche Bahn per i percosi auto+treno (gli autozug e autoslaap dall’Olanda che abbiamo quasi perso) e Railion per il trasporto merci (oltre alle compagnie ferroviarie dei porti di Genova e Savona, Fuorimuro piuttosto che Autorita’  Portuale).

La rinascita’ del sistema trasporti dell’area metropolitana alessandrina e’ possibile e un punto di inizio convincente può essere un semplice progetto di politica tariffaria e di informazione come la bozza METROAL.

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3 thoughts on “Un coraggio di ferro

  1. Serve un coraggio, ma anche un senso morale di ferro, allo scopo di eliminare le ingerenze del mercato e dell’interesse privato dai servizi pubblici. Un servizio capillare, efficiente ed efficace, ad eque condizioni, in mano pubblica e che generi utili solo per la Pubblica Amministrazione e, quindi, per la Comunità non è una pretesa, ma un diritto.
    Come già scritto altrove, realizzando poche centinaia di metri di binario, tra Oviglio e Casalbagliano, si potrebbe, senza colpo ferire, avere un servizio ferroviario metropolitano per il Comune di Alessandria, Comune che ben si gioverebbe anche di una fermata in zona Cristo.
    Circa l’uso del treno in ambito urbano, a Genova è giocoforza farlo ed ha il successo che merita.

  2. Pingback: In carrozza, e di corsa | Appunti Alessandrini

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