Alessandria: verso il ritorno alla normalità?

Qui Alessandria  Fabio Camillo (*)

feroCon l’emanazione del decreto di approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilimente riequilibrato (decreto n. 24149 del 19/02/’14) non soltanto è stato superato il primo scoglio sulla strada del ritorno alla “normalità” nella gestione finanziaria del comune di Alessandria (ed è stato allontanato lo spettro del commissariamento della città), ma viene confermata la validità dell’impianto adottato dalla maggioranza di centro-sinistra nel redigere ed approvare il principale documento contabile per l’ente in dissesto.

E’ confermata la legittimità dell’inserimento a bilancio del credito derivante dall’insinuazione nella massa passiva da parte dell’amministrazione ed è quindi riconosciuto il credito della città nei confronti dell’OSL. Un passaggio criticato più volte dall’opposizione di destra, scofessata prima dalla totalità del collegio dei revisori e dai funzionari ministeriali ed ora dallo stesso decreto del Ministro degli Interni.

Ma soprattutto è asseverato in modo non equivocabile un dato di centrale importanza: i documenti contabili del Comune di Alessandria tornano ad essere redatti nel rispetto del principio di prudenza. Non a caso l’ipotesi approvata il primo di febbraio di quest’anno (ed approvata dal Ministero) è migliorativa rispetto alla proposta approvata il 15 ottobre dello scorso anno. Nel tempo intercorso ha potuto essere inserita la risorsa certa (e maggiore) relativa al trasferimento statale della quota del fondo di solidarietà, ma si sono potuti altresì allineare impegni ed accertamenti che, chiusi a fine ’13, erano ormai noti all’inizio di febbraio e migliori rispetto alle previsioni iniziali.

Il decreto ministeriale, che segue al parere favorevole reso dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali e votato da questa all’unanimità, contiene numerose prescrizioni che l’amministrazione cittadina dovrà osservare. Poichè gli stessi che parlarono di bocciatura dell’ipotesi iniziale di bilancio per le richieste di integrazione che il ministero aveva formulato a novembre sono di nuovo all’opera nel tentativo di creare confusione su una materia già di per se complessa, vorrei su questo punto contribuire ad una maggiore chiarezza.

Il Ministro degli Interni ha il DOVERE di inserire prescrizioni nel decreto di accoglimento delle ipotesi di bilancio degli enti in dissesto, secondo il disposto dell’art. 261 comma 3 che recita testualmente: “In caso di esito positivo dell’esame la Commissione (di cui sopra, n.d.r.) sottopone l’ipotesi all’approvazione del Ministro dell’interno che vi provvede con decreto, STABILENDO PRESCRIZIONI per la corretta ed equilibrata gestione dell’ente”.

Osservando le prescrizioni si osserva poi che queste riguardano il costo del personale, le entrate tributarie, le spese correnti, la gestione dei servizi ed il controllo sulle partecipate, le entrate a carattere non ricorrente ed a destinazione vincolata, oltre alla corretta classificazione contabile delle voci di bilancio. Per ciascuno di questi punti si riassumono gli obblighi derivanti dalla normativa nazionale sugli enti locali. Insomma si prescrive il rispetto della legge, qualcosa di molto lontano dalle approvazioni con riserva o dalle stroncanti considerazioni di cui favellano gli esponenti della destra in Alessandria, delusi dal mancato commissariamento della città.

Naturalmente occorrerà riequilibrare in modo stabile, o forse è meglio dire sostenibile, la situazione economica complessiva del Comune ed il lavoro sul versante dei servizi e degli organismi partecipati è tuttora in corso. Nel fare questo, occorrerà che la politica sappia riprendere il possesso di palla, per usare un’epressione del gergo sportivo, a partire dal programma di mandato, dal suo aggiornamento e dalla programmazione dell’esecuzione dello stesso, senza tralasciare l’immediata risposta alle più basilari emergenze cui servono risposte immediate.

Un punto fermo tuttavia è stato posto, il primo e più importante per continuare e credo che in questo si debba riconoscere in particolare il merito del sindaco Rita Rossa e dell’assessore alle finanze Matteo Ferraris, l’abnegazione dei quali ha mantenuto (e mantiene) alta l’attenzione delle istituzioni nazionali sul nostro “caso-pilota”.

(*) Vice-presidente Comm.ne Programmazione e Bilancio Comune di Alessandria

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