“Sarebbe meglio pagare il pizzo”?

Carlo Piccini (*)

pizLeggiamo su Alessandrianews il seguente articolo datato 26 febbraio 2014: http://www.alessandrianews.it/alessandria/ cissaca-arrivano-primi-fondi-cooperative-paghiamo-700-mila-euro-mese-d-interessi-57125.html

Premessa la piena condivisione sulle preoccupazioni degli operatori, e di tutta la cittadinanza, sul destino dei servizi sociali nel nostro territorio e la disperazione per l’ammontare fantascientifico ed iniquo degli interessi da pagare alle banche, in tanti sono francamente rimasti stupiti per la frase sul pizzo che viene riportata nel virgolettato dell’articolo.

Certamente quando Savino Di Donna dice che “sarebbe meglio pagare il pizzo” non intende questo:

http://video.ilmessaggero.it/primopiano/si_rifiuta_di_pagare_il_pizzo_il_video_choc_del_tentato_omicidio-19417.shtml

Siamo certi che Savino Di Donna volesse utilizzare il termine “pizzo” solo come come grido di dolore, come mera “provocazione” per sottolineare una situazione disperata in cui versano gli operatori e gli utenti dei servizi sociali in questo non facile periodo.

Preoccupazioni che – nuovamente – condividiamo in pieno.

Al di là però del fatto che il pizzo (estorsione più o meno accompagnata da impegno di denaro a tasso usuraio) sia un crimine molto grave, e che certi frasi infelici potrebbero anche involontariamente richiamare il divieto di apologia di delitto previsto all’art. 414, comma 3 del codice penale, il problema è però essenzialmente di opportunità comunicativa.

Non è una questione di perbenismo. Purtroppo di pizzo si muore davvero. Il pizzo e la mafia significano morte violenta. Parlare di pizzo significa rimandare inevitabilmente ai morti ammazzati.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/16/nostri-padri-uccisi-per-il-pizzo.html

In questi giorni, in tutta Italia, si stanno compiendo le iniziative dei “cento passi” verso la XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti delle mafie, che culminerà il 22 marzo con la manifestazione nazionale a Latina, in cui tutta l’Italia libera e responsabile si stringerà al fianco dei familiari delle vittime innocenti uccise dalle mafie (molte, moltissime, di queste sono vittime del pizzo). Problema che non ci riguarda?

Se qualcuno volesse crogiolarsi nella pratica autoconsolatoria per cui il pizzo è una pratica “esotica” che riguarda solo il Sud Italia, qui un esempio di quanto successo soltanto il mese scorso a Piossasco (TO), nella placida ed “immune dal pizzo” provincia piemontese:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=F3I8xeo-QZ0

Peraltro proprio il 27 febbraio 2014, alle ore 11.00 – presso la Sala Rossa del Palazzo Civico, piazza Palazzo di Città 1, a Torino, verranno presentati i risultati di una indagine sul pizzo condotta nei quartieri di Torino con la collaborazione di Libera: “Criminalità organizzata, contesto di legalità e sicurezza urbana”un’indagine tra gli operatori economici di Torino. Lo studio sul campo, coordinato dal Prof. Rocco Sciarrone, con la collaborazione della D.ssa Joselle Dagnes e del Prof. Luca Storti dell’Università degli Studi di Torino, verrà presentato alla cittadinanza in una conferenza stampa. L’iniziativa si inserisce nelle attività programmate dalla Commissione Antimafia del Comune di Torino.

Caro Savino, anche se capiamo la leggittima rabbia e disperazione, di metafore ne esistono tante. Sarebbe bello se la prossima volta ne scegliessimo una più rispettosa nei confronti di tutti, sia di utenti ed operatori dei servizi sociali, sia dei famigliari delle vittime del pizzo.

Come coordinamento di “Libera” vi siamo vicini e siamo disponibilissimi a sottoscrivere assieme iniziative comuni a difesa della dignità e della giustizia verso i più deboli, come ci va anche bene se questa piccolo strascico tra amici potrà contribuire a tenere accesa l’attenzione sulla gravissima questione dei Servizi Sociali ad Alessandria.

Un abbraccio e un riconoscimento sincero a te e a tutti coloro che, nonostante tutto, continuano ad impegnarsi in prima linea per i più fragili. GRAZIE.

(*) Referente provinciale di Libera

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