Elezioni Europee: una scossa per una Europa politica

Carlo Baviera

eurA maggio voteremo per il Parlamento europeo. E lo faremo per l’ottava volta. In trentacinque anni è cambiato tutto: è caduto il comunismo sovietico, il mondo non è più bipolare, Paesi nuovi si sono fatti avanti, le economie sono ormai globalizzate, l’ambiente continua a dare segnali che non sempre rispettiamo o ascoltiamo.

Perciò anche l’Europa è cambiata e deve continuare a cambiare, in considerazione del fatto che anche i Paesi che la compongono  sono passati dai nove iniziali agli attuali ventotto. E per poter arrivare finalmente allo Stato Federale Europeo.

Il 2014 prevede anche la guida italiana del Consiglio dell’Unione, insieme al rinnovo delle altre cariche: Presidenza del Parlamento, Presidenza della Commissione, ecc. Cose che calamitano l’attenzione più dei commentatori e degli addetti al lavori che quella dei cittadini. In fondo queste cariche, per ora, non sono percepite dall’opinione pubblica come incisive per la vita comune.

Ciò che invece può danneggiare il percorso futuro dell’Unione potrebbe essere il prevalere del diffuso spirito euroscettico. Un po’ tutti abbiamo perso entusiasmo. Chi perché non ne capisce il disegno, chi teme che le misure restrittive penalizzino ancor più, chi ritiene che l’Euro sia colpevole per la perdita di competitività economica e di autonomia politica, chi ….

Da ragazzini, nei temi di scuola ma anche nei discorsi, vedevamo nell’Europa la nuova grande nazione, il sogno di novità e di fratellanza fra popoli fino ad allora avversari o distanti. Poi le prime realizzazioni, i passi in avanti: dai 6 Paesi fondatori (MEC ed Euratom), via via fino all’Unione Europea e alla sua Costituzione (Trattato). Purtroppo mancano ancora molti istituti che la rendano uno Stato federale con tutti i poteri.

Ma soprattutto manca oggi il sogno del terzo millennio. Manca l’anima. O almeno la politica non riesce a trasmetterla, ammesso che se ne abbia una. Per ora sembrano prevalere burocrazie e  materialismi, l’esatto contrario dello spirito europeo che è cultura, è pensiero, è spiritualità, è solidarietà, è pluralismo.

Servirebbe una grande visione, una proposta coraggiosa per dare un obiettivo di futuro al Continente; invece probabilmente i giochi, ancora una volta, saranno condizionati dai risultati, dai consensi a questo o quel gruppo politico per poter ottenere gli incarichi più prestigiosi per i propri rappresentanti.

E’ venuta l’ora di dare una scossa anche in Europa allo stanco procedere delle diplomazie e dei riti che sembrano rallentare tanti processi. Si rilancino gli Stati uniti d’Europa. Si formino veri partiti europei. 28 Stati devono poter procedere con modalità nuove: non più la maggioranza dei Paesi membri, ma la maggioranza del popolo europeo, e un Governo eletto. Chi ci sta vada avanti con coraggio, gli altri si accoderanno dopo. Solo così si sconfiggeranno gli euroscettici; altrimenti saremo tutti sempre più scontenti e l’Europa, in pochi decenni, tornerà a tanti piccoli Stati, possibile preda dei nuovi imperialismi.

Annunci

One thought on “Elezioni Europee: una scossa per una Europa politica

  1. Pingback: Lo chiede l’Europa! | Appunti Alessandrini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...