Sconforto e Speranza

Angelo Marinoni

parPer parafrasare Battiato direi che viviamo strani giorni, per qualcuno euforici per altri, come me, avvilenti nel constatare che l’opinione pubblica si divida in chi vede in questi tempi manifestarsi la tesi di Tomasi da Lampedusa per cui si invoca un cambiamento radicale perché equivarrà’ a nessun cambiamento e chi assiste speranzoso a radicali mutamenti convinto che siano imprescindibili dalla ripresa del Paese.

Non condivido nessuna delle due impostazioni: primo perchè un cambiamento radicale nel sistema costituzionale italiano avverrà’ e dovrà essere affrontato con la massima serietà e consapevolezza e secondo perché un cambiamento radicale di questo tipo è pernicioso e completamente inutile.

Cambiare sembra essere l’unico verbo, l’unica sirena il cui canto non uccida, l’unico faro nel Golfo nebbioso in cui si è perso il mercantile italiano. L’importante sembra essere azzerare e ricominciare, in maniera acritica, quasi talebana: la cancellazione della “presunta” Repubblica  colpevole di essere stata uguale alla Prima colpevole di averci condotto nel baratro. Tesi interessante se non fosse schizofrenica.

E’ stata forse la Costituzione della Repubblica del 1948 a inventarsi la corruzione o semplicemente alcuni elementi corrotti hanno dilagato dopo aver corrotto molte più persone di quanti li avessero votati?

E’ stato forse il Bicameralismo a produrre un corpo giuridico mastodontico o forse la volontà di sconfiggere la certezza del diritto di alcuni legislatori per poterlo aggirare a mala pena  frenata proprio dal doppio passaggio camerale?

E’ stato il sistema elettorale proporzionale a creare Scilipoti oppure grazie al sistema maggioritario persone come lui o Razzi vi sono nuovamente?

E’ stato il titolo V della Costitizione ha creare venti microstati con le velleità di corruzione e abuso di potere dello stato centrale o lo stravolgimento del titolo V a dare in mano a degli scellerati i principali servizi pubblici dello Stato?

Sono state le leggi di indirizzo dello Stato ai Comuni fino agli anni Ottanta a causare voragini nei bilanci nei Comuni d’Italia o un indiscriminato potere attribuito da una legge elettorale di tipo anglosassone a personaggi discutibili a portare quasi tutti i Comuni al fallimento più o meno dichiarato?

Non sono le opinioni, ma la cronaca e i fatti a narrarci di una Costituzione della Repubblcia praticamente perfetta accusata di inadeguatezza una volta tradita: come nella peggiore tradizione maschilista non è la moglie vittima del tradimento, ma la moglie colpevole di aver lasciato tradire il marito.

Come sempre in Italia si invoca il cambiamento perchè incapaci di gestire il presente o incapaci di rispettare una regola, si continuano a produrre regole per poter giustificare il fatto di non rispettarne nessuna, ora questo adagio si ripete, ahinoi, su scala costituzionale e fior di analfabeti giuridici pontificano sull’ineluttabilità del cambiamento, sul faro dell’avvenire rappresentato da un nuovo sistema costituzionale che, conoscendo gli attori, fra un anno risulterà del tutto inadeguato, non perchè lo sia, ma perchè anche lui, come quello precedente, nons sarà mai applicato né rispettato.

Su queste pagine ho difesto il Bicameralismo perfetto, il sistema elettorale proporzionale e quell’Italia inarrivata che un discutibile vento di azzerramento vuole spazzare via senza consentirle di manifestarsi.

Il rinnovo che qualcuno considera indispensabile della Costituzione dei Padri avverrà, se l’avranno vinta e pare l’avranno, senza che la Costituzione del 1948 sia mai stata del tutto attuata: il titolo V, per esempio, è stato stravolto prima che la sua versione originale venisse attuata, il sistema parlamentare messo in discussione da parlamentare indegni.

Eliminiano gli indegni dal Parlameno invece di ridurre il Parlamento per contenere l’avanzata degli indegni.

Puniamo chi non rispetta le regole invece di continuare a cambiarle, ma è molto più semplice per una classe politica come quella che imperversa oggi, blaterare di nuovi mondi possibili piuttosto che fare i conti sul mondo attuale che imporrebbe delle assunzioni di responsabilità, degli oneri morali e materiali, un impegno civile che è meglio lasciare a chi se le è assunto per vocazione consentendo a chi di civile ha quasi nulla di continuare a fare i fatti suoi, purchè in silenzio.

Inguaribile nostalgico mi si dirà, ma continuo a sostenere (e i fatti finora non mi hanno mai smentito) che sarebbe sufficiente dare retta a quello che ci avevano detto i Padri Costituenti, partendo dalla scuola insegnando già dalle elementari l’educazione civica invece che le canzoni di John Lennon (in inglese), rispettando il disegno costituzionale limitando le autonomie ai ruoli previsti nel 1970 e promuovendo quelle persone che lo meritano a ruoli direttivi e invitandoli ad assumere incarichi politici, invece di inseguire denti bianchi, simpatia e luoghi comuni; certo una popolazione lobotomizzata da anni di culto dell’individualismo e del consumismo cresciuta in una scuola avvilita e violentata nella dignità (divenendo azienda in cerca di iscritti) e nei programmi (scambiando l’adeguamento ai tempi all’appiattimento sui vizi di questo tempo) fa molta fatica a riconoscersi e a volere l’Italia che pensarono De Gasperi e Nenni, Moro e Berlinguer.

Quell’Italia, a vedere i nuovi capi politici, pare sempre più lontana e un’occasione sfumata, non per motivi generazionali o anagrafici, ma per filosofia, pensiero e nuove e imperanti tendenze politiche non solo nazionali.

Gli anni che hanno fotografato con maestria giornalistica il fallimento totale del liberismo e delle politiche ben impersonate da Friedman stanno diventando gli anni in cui i Paesi evoluti cercano di ricominciare a crescere invece di mettere in discussione la crescita, cercano nuove ossa da spolpare invece di cambiare alimentazione prendendo atto che le ossa finiscono in fretta e lasciano troppi senza mangiare.

Rimane la speranza di avere torto e che l’Italia migliore non sia un’occasione perduta, ma una scommessa ancora aperta.

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One thought on “Sconforto e Speranza

  1. Analisi chiara quanto amara; ricordo tuttavia che la Costituzione potrebbe tornare alla primigenia forma mediante referendum popolare, perfettamente ammissibile, non trattandosi di amnistia, indulto, questioni fiscali o trattati internazionali, materia quest’ultima per la quale, invece, la morale imporrebbe il referendum obbligatorio.
    Aggiungo altresì che, nella tanto denigrata prima Repubblica, le cariche pubbliche si rispettavano e, ancorché in maniera aspra, le critiche erano rivolte alla parte di programma non condiviso, senza insulti di sorta alle persone, come, troppo spesso, si vede fare oggi tra persone che dovrebbero, giustamente, essere onorevoli.

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