Omaggio a Valeria Straneo

Domenicale Agostino Pietrasanta

straNon dovrebbe stupire se, per la consueta nota domenicale, scelgo un argomento più respirabile: i complimenti e gli auguri per una concittadina che ha conquistato gli onori della pubblicistica nazionale: Valeria Straneo. Lo faccio, ben consapevole dei meriti acquisiti da un’atleta che, dopo l’impresa olimpica, nel corso dell’anno appena spirato ha conquistato l’argento ai mondiali di Mosca ed ha chiuso, con un brillante terzo posto, la 10 Km, competitiva di Roma il 31 dicembre; elegante prospettiva per la chiusura dell’anno e per i meritati festeggiamenti.

Eppure c’è un motivo che trasforma i complimenti, con un salto qualitativo, in vero e proprio omaggio. Abbiamo, noi alessandrini, una virtù che talora è tanto esasperata da diventare un limite, un difetto: vogliamo ad ogni costo la concretezza; non ci abbandoniamo mai agli entusiasmi, non sappiamo, a detta dell’ineguagliabile Umberto Eco, attardarci nelle tentazioni dei “rumori”. Ed allora da concreti, senza che ce ne accorgiamo, diventiamo indifferenti. Appunto, per evitare i rumori!

Bene Valeria Straneo unisce la concretezza alla notorietà propria del merito. Per una coincidenza “professionale”, l’ho conosciuta quando era sui banchi di scuola; già allora la sua caratteristica era la concretezza. Non si esprimeva con eccellenza, ma con caparbia intelligenza, puntava allo scopo con programmata determinazione. E già così, dava lustro all’aspetto positivo degli alessandrini, distinguendo bene la concretezza priva di orpelli, dalla sufficienza indifferente.

Per altre coincidenze, ho avuto notizia delle difficoltà di cui la vita le ha presentato conto puntuale, non esclusi alcuni incidenti di salute. Bene. Valeria Straneo ha affrontato gli eventi senza vittimismi, non li usati per una fuga dalla realtà; ne ha fatto occasione di amicizie, mai ostentate, ma sempre onorate col merito dell’impegno. Ancora una volta il percorso positivo dell’alessandrino/doc. Concretezza, niente facili entusiasmi, ma mai indifferenza e ostentata sufficienza davanti ai casi incontrati. Niente rumori, ma niente disimpegni rinunciatari.

Mi perdonerà allora, se non altro per rispetto delle condizioni anagrafiche, dal momento che ne uso la personalità e ( perché no?) l’immagine, per dire quanto di residuo positivo potrebbe ancora proporre la città.

Siamo in dissesto, siamo di fronte a “personalità” responsabili di tanti fallimenti che declinano le loro colpose o dolose infrazioni; siamo alla “festa” della deresponsabilità. Nello stesso tempo non siamo più capaci (ma questo a memoria d’uomo) di impegnarci, non dirò con entusiasmo, ma con un po’ di passione a dignitosi  obiettivi; persino le “possibili” autorità morali si spengono, talora, nel carrierismo e nelle forme dell’immagine. Sul serio c’è da imparare e c’è da sperare davanti alle poche occasioni di concretezza e di impegno che sanno esprimersi senza ostentazione.

Per questo l’omaggio a Valeria Straneo va ben oltre la sua persona; punta decisamente a riscattare un pezzo della mentalità alessandrina.

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