Veduta Expo 2015

Qui Casale Monferrato Carlo Baviera

expoDopo gli Stati Generali convocati dal Comune di Casale Monferrato e ancor più le proposte presentate dalla Diocesi monferrina, in cui Expo 2015 è tenuta in notevole considerazione quale opportunità da cogliere da parte del Monferrato Casalese, sia dal punto di vista turistico che da quello di una ripresa economica legata in particolare ad aspetti di tutela ambientale e di sviluppo agricolo (ricordando la propria specificità enologica), una ancora maggiore attenzione è venuta da parte del l’Associazione Paolo Ferraris, riguardo al prossimo evento milanese.

Per ricordare uno dei più bravi e concreti  Amministratori di questo territorio (Ferraris è stato Vice Sindaco, e Assessore sia in comune che in regione),  in occasione dell’anniversario della morte, avvenuta il 2 dicembre 1996 per mesotelioma pleurico, l’Associazione che lo ricorda  ha proposto alla Città un’iniziativa che fosse di stimolo all‘economia monferrina, in vista di sinergie che la manifestazione milanese può consentire.

Venerdì 13 dicembre l’ing. Cesare Vaciago (in rappresentanza della Dott.ssa Diana Bracco, Presidente di EXPO 2015,impossibilitata per una improvvisa indisposizione), e l’onorevole Renato Balduzzi (che di Paolo è stato amico nell’impegno politico provinciale), hanno dato spunti interessanti sulle possibilità di coinvolgere il territorio monferrino, farlo conoscere ai potenziali turisti che saranno attirati dall’evento milanese, e come presentare al meglio le proprie caratteristiche e originalità.

Il ripensare alla propria immagine e a come “vendersi” serve, a prescindere dal 2015, perché, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, è necessario (e non solo per Casale M.) guardare oltre le semplici tradizionali questioni amministrative; il vecchio detto che governare non è asfaltare, vale ancora e soprattutto di fronte alla profonda crisi che coinvolge anche i nostri territori, a rischio emarginazione.

Chi ha a cuore il futuro della città deve saper andare al di là del preoccuparsi semplicemente delle coalizioni di tipo tradizionale, al di là di una pur importante decisione riguardo alle candidature a Sindaco, al di là di programmi che cerchino di accontentare un po’ tutti gli ambienti. Oggi serve, almeno questo vale per Casale M., progettualità. Serve un progetto che guardi più a fondo sulle necessità vere: rivedere il ruolo dell’Ente Locale e farne un soggetto di traino e sostegno all’imprenditorialità; una nuova visione di welfare (non più solo spesa per sostenere i bisognosi, ma strumento di promozione della sussidiarietà e di supporto all’imprenditorialità e cooperazione giovanile, e a una politica per e con le famiglie; un ritorno al coinvolgimento e consultazione quasi permanente dei cittadini e delle rappresentanze sociali, economiche e di volontariato; una ripresa della collaborazione stretta con i Comuni del Monferrato; una visione dell’ambiente e dell’urbanistica innovativa e che aiuti ad attivare nuovi stili di produzione, consumo e vita, anche per dare un’immagine di città che è e saprà essere “faro” a livello mondiale della lotta contro l’amianto e per aver bonificato in modo significativo .

Dimentico certamente cose altrettanto importanti, ma il senso della novità deve essere questo.

E tornando alle sollecitazioni venute nella serata del 13 dicembre bisogna annotare che è importante saper entrare in quello che è stato definito “il soft power” quale specificità italiana (il sapersi aggiustare e dare il meglio nei momenti di crisi); il Monferrato (come, del resto, l’Italia in generale) è a pieno titolo in fatto di turismo: paesaggio (i borghi, la qualità della vita, Sacro Monte di Crea), bellezza (arte, archeologia, Sinagoga, Nartece del Duomo, Chiese e Castelli, ma anche tecnologia), enogastronomia (piatti tipici, vino, prodotti locali, ma anche accoglienza, ospitalità).

Si è suggerito di ragionare in termini vasti di alleanza: la dorsale Langhe, Roero, Monferrato (tutte con vino, produzioni dolciarie, paesaggio e prodotti tipici, cultura popolare e arte) oppure quella provinciale (Alto e Basso Monferrato, Novese col polo dolciario, e il Valenzano con i gioielli). Sarebbe necessaria quella che un tempo si era definita la “politica estera” degli enti locali: si potrebbe pensare, nel momento di fare squadra da parte dei Comuni, ad un gruppo che formi una specie di Ministero degli esteri del casalese per lavorare ad un progetto. Cosa che stanno già facendo l’Associazione dei Comuni del Monferrato e il Consorzio Mon.D.O.

Ora c’è solo da rimboccarsi le maniche per coinvolgere anche Camera di commercio, operatori economici, mondo produttivo; per sfruttare l’OCCASIONE costituita dall’essere a meno di un’ora dal cuore dell’esposizione, e le occasioni per essere presenti fisicamente e virtualmente (presenza sul sito di Expo, e acquisto di uno spazio-di una “piazzetta” nel Padiglione Italia dove passeranno milioni di turisti). E anche per non lasciar cadere la proposta di una capitale italiana della cultura (una per anno) da scegliere tra Comuni non capoluoghi di Provincia.

Si tratta anche di cominciare a pensare, non solo quanto potremo avere (in termini di visitatori, di acquisto di prodotti, ecc.) da Expo 2015, ma anche cosa portiamo come mondo vitale, e quindi come stile di vita, come cultura, come relazioni, come intelligenza imprenditoriale ed etica del lavoro. Perché dobbiamo anche contribuire a nutrire il pianeta non solo di alimenti, ma anche di cultura, di spiritualità, di diritti, di responsabilità, di legami fra i popoli (la fraternità a cui ci invita il Papa nel Messaggio per la Giornata della Pace).

Anche questi aspetti, apparentemente astratti, arricchiscono l’approccio verso l’Expo di quella concretezza, che non era semplice pragmatismo, che Paolo Ferraris ha praticato e insegnato; a quel suo lavorare insieme, non in modo isolato, coinvolgendo e responsabilizzando.

E ora rimbocchiamoci le maniche e … Avanti Casale (come il titolo suggerito da Paolo per  un giornaletto politico che con altri amici aveva fondato per progettare il futuro della sua città e del territorio di cui è capoluogo).

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