Il Monferrato casalese si ripensa, con un’Agenda di speranza

Qui Casale Monferrato  Carlo Baviera

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Mentre la “sponda amministrativa” del territorio monferrino, facente capo al Casale M. si sta preparando a organizzare gli Stati Generali del Monferrato (in questo caso coinvolgendo tutto il territorio che, a partire dal 1435, costituiva il Marchesato), la Diocesi di Casale Monf. (la “sponda spirituale e religiosa”) si appresta a consegnare i risultati di due anni di lavoro (incontri, consultazioni, ascolto e confronto con Sindaci, università, giovani, associazioni e serate di dibattito con rappresentanti del mondo economico e lavoro).

Infatti saranno presentate, all’interno di una mattinata di riflessione e approfondimento, le prime conclusioni dell’iniziativa Agenda di speranza per il Monferrato: ripartire insieme. L’incontro si terrà presso la Sala Carlo Cavalla del Seminario Vescovile di Casale M. il giorno Sabato 23 novembre 2013 a partire dalle ore 9,00.

Le due iniziative non sono in contrasto, né in alternativa fra loro. Sono momenti con finalità solo parzialmente identiche. Nel primo caso si punterà, come recita il comunicato, a realizzare progetti di sviluppo che possano ridare ossigeno a un territorio ricco di eccellenze e con tutte le carte in regola per tornare a essere protagonista; per questo  al termine della giornata di studi, si aprirà il Laboratorio delle proposte, dove si potranno condividere, discutere e analizzare idee che vadano al di là della semplice identità territoriale, ma che siano il volano della crescita e del rilancio, anche economico».

Mentre fra gli obiettivi della Diocesi, che non intende invadere campi che appartengono all’autonomia della politica, delle Amministrazioni, dell’economia, delle componenti sociali, vi sono l’indicare percorsi, suggerire concrete priorità, l’incitamento e l’invito a lavorare insieme e, insieme, ricreare la Comunità (e il senso appartenenza); ma ciò a cui più si tiene è non fermarsi alla lamentazione e al pessimismo, ma aiutare a dare Speranza. Quella Speranza che non è solo dire buone parole e dare incoraggiamento: ma “cercare e trovare vie di speranza, che aprano orizzonti nuovi alla nostra società, senza lasciarsi vincere dal pessimismo e dalla sfiducia” (Papa Francesco), collaborare per darsi un Progetto Comune e  ricostruire un’identità di Area. Lo sviluppo del Monferrato, a iniziare dalle colline, non può che partire dalla ricchezza del territorio, dalle possibilità di crescita economica, dalle sue produzioni e filiere che si possono sviluppare, dall’offerta qualitativa dell’ambiente che va tutelata e migliorata, dalla valorizzazione del ben-vivere e dalla ricchezza di relazioni: quindi già l’indicazione di riferimenti e di priorità concrete da cui ripartire.

La presentazione ufficiale di questo lavoro iniziò due anni fa in Vescovado, di fronte alle autorità riunite per la Festa di S. Evasio (12 novembre 2011) con una relazione del Vicario Generale Mons. Antonio Gennaro; mentre,  durante l’annuale incontro che Mons. Vescovo tiene a Crea con gli Amministratori e i politici (era l’8 marzo 2012) venne  illustrata una traccia di lavoro, la quale indicava alcune prospettive: 1°) Relazionalità: Territorio (infrastrutture, energie alternative, turismo) – Famiglia – Lavoro.  2°) Dimensione comunitaria del welfare.  3°) Socializzazione (con particolare attenzione al fenomeno immigrazione) – Formazione – Cultura; e prendendo in considerazione la particolare situazione demografica dei nostri Comuni (sui 69 facenti parte della Diocesi, 37 hanno meno di 1000 abitanti, e di questi la metà è sotto ai cinquecento) e l’età media degli abitanti avanzata.

Nella giornata del 23 novembre insieme alla presentazione delle Conclusioni di Agenda per il Monferrato, il Programma prevede la relazione del Prof. Daniele Ciravegna dell’Università di Torino “Lavoro per il bene comune: condividere prospettive innovative”; da un’analisi sulle “Prospettive economiche e sociali del territorio” del Dr. Vittorio Ferrero dell’IRES Piemonte; da alcune comunicazioni dei Sindaci di Mirabello, Moncalvo e Rosignano; dagli interventi del Dr. Giuseppe Nervo Direttore Unità di Ricerca del CRA di Casale Monferrato e Sig. Giorgio Bragato – Presidente Provinciale Unione Artigiani CNA di Alessandria. Le conclusioni saranno affidate a Monsignor Catella.

In quella giornata, oltre alle proposte per valorizzare il ben-vivere qualificanti il territorio casalese (qualità della vita e relazioni da ricostruire), e per lo sviluppo di turismo e agricoltura collinare e di qualità, si punterà a richiamare le Amministrazioni a ridarsi un momento unitario di rappresentanza e decisione (evitando aspetti centrifughi); a puntare sull’urgenza di mettersi in rete  come metodo di lavoro e di partecipazione; a creare filiere per rilanciare attività economiche (a partire dalle produzioni agricole); a rafforzare il Welfare (in chiave sussidiaria) non solo come spesa assistenziale di tipo erogativa, ma anche come opportunità per dar vita a strumenti e investimenti economici, cosa che può realizzarsi anche nel settore della cultura.

Inutile ricordare che per la Diocesi questa è una delle iniziative la quale intende da una parte richiedere ai credenti, in coerenza con la propria fede, di mettersi al fianco di tutti gli uomini di buona volontà in atteggiamento di dialogo e nella ricerca di interventi e progetti per il bene comune del territorio monferrino; dall’altra di invitare le comunità e le realtà ecclesiali diocesane a ripensare la propria fede anche in riferimento alla capacità di interrogarsi sulle difficoltà e opportunità concrete e farsi carico di contribuire allo sviluppo della propria comunità civile.

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