Cittadella: i conti con l’oste

Qui Alessandria  Dario Fornaro

cittNiente di quello che è avvenuto, o meglio si è saputo, nelle scorse settimane, a proposito di Cittadella e del futuro che sovrasta l’insigne monumento alessandrino, era imprevedibile o ignoto. Al massimo qualche elemento ci è stato richiamato alla memoria in un modo un po’ sbrigativo  e burocratico, ma certe reazioni di preoccupata meraviglia non appaiono interamente giustificate.

In fondo il Demanio ha detto: la Cittadella, com’è noto, è mia e quanto ai suoi problemi di conservazione e d’uso – e quanto ai miei mandati di recupero risorse per lo Stato piangente –  intendo muovermi secondo le linee di una concessione (onerosa) a lungo termine a soggetti capienti e diversi dalla pubblica amministrazione (leggi privati). Non ha aggiunto “adesso ragazzini lasciatemi lavorare” – anche se qualcuno l’ha così malignamente interpretata – ma ha lasciato aperture generiche di coinvolgimenti esterni, non meglio specificati, a cominciare dalle amministrazioni locali e loro tradizionali interlocutori. Alias: il tavolo da gioco è un tavolo a quattrini, per il dibattito politico-culturale prego accomodarsi nella  sala a fianco.

In questi giorni si discute, invero per lo più pacatamente, se il nuovo protagonismo riconosciuto ai privati per un futuro della Cittadella sia giustificato, inevitabile, digeribile o preoccupante, rigido o condizionabile. Il punto particolarmente atteso nelle prossime settimane è quello del bando per la gara di concessione, in particolare per le condizioni, di varia natura, richieste/imposte al concessionario ed i requisiti necessari per la partecipazione. Campo, questo, certamente gravido di discussioni, in qualche modo già annunciate relativamente ai “paletti” coi quali delimitare, con l’occhio dell’interesse pubblico, il cammino della concessone ed il suo esito complessivo.

Successivamente, se e quando perverranno le offerte, sarà interessante, per non dire decisivo, capire quali attività e quali modifiche-integrazioni all’esistente,  ogni concorrente (o il concorrente unico) proporrà  per sostenere l’onere della concessione e sviluppare un legittimo discorso d’impresa (su tutto il compendio, su una parte, per stadi..). Qui la fantasia dei futuri interessati si confronterà con la fantasia già manifestata, nel passato più o meno recente, da quanti si sono espressi per il recupero e il riuso della Cittadella: si possono prevedere sorprese, anche se il bando ne avrà certamente ridotto gli spazi percorribili.

A latere del progetto maggiore, rimangono nell’immediato alcune questioni importanti che riguardano il gestore-custode della Cittadella per il periodo intercorrente tra la fine del corrente anno – ne è investito il Comune e potrebbe pur essere rinnovato a tempo – e l’avvio concreto della concessione, se e quando avrà luogo. Occorre assolutamente capire se il “custode” sarà abilitato, come sarebbe ovvio, a promuovere gli interventi di manutenzione emergenziale, o se altri (il Demanio stesso?) ne assumerà l’onere indifferibile. Una eventuale incertezza  o il traccheggiamento in merito, non getterebbe una luce propizia sui seguiti attesi.

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