Si stava meglio

Il punto  Dario Fornaro

riroL’entrata a gamba tesa della Segretaria nazionale CGIL, Silvana Camusso, sulla vicenda, già molto delicata, del Comune e del dissesto alessandrino, ha “sparigliato” ulteriormente i rapporti tra le varie forze politiche al punto che apprezzamenti – visibilmente strumentali, ma non importa – le sono pervenuti dal centro-destra e piccate reprimende da sinistra, quantomeno Giunta e PD. Dopo il botto in pubblico evento, divulgato a dovere, sono stati apprestati timidi tentativi di ricucitura tra PD e CGIL, ma il più recente comunicato sindacale (dei tre sindacati confederali in ferma coalizione) anti Giunta Rossa, conferma l’alto tasso di incomunicabilità raggiunto sul tema: lo squilibrio dei conti comunali permane elevato nonostante i primi correttivi intrapresi, che si fa?

Al di là delle chiacchiere  servono essenzialmente, per il Sindacato, “denaro, tempo, ammortizzatori” cioè sempre quattrini, visto che anche i tempi di recupero/risanamento prolungati postulano supplementi di circolante o di indebitamento. Quindi, necessariamente, mentre si tiene  congelata la situazione occupazionale e salariale, comunale e paracomunale, e si tiene del pari congelata la lingua degli amministratori (“tecnici” in primis), l’impegno primario resta per tutti quello di “farsi sentire”, con impeto raddoppiato, ai tavoli del Governo (che predisponga gli assegni) e agli scranni del Legislatore (che allarghi le maglie per il soccorso).

La partita del “dissesto” alessandrino si giocherebbe dunque a Roma, salvo che nella Capitale sembrano pensarla pressocchè al contrario: la partita del risanamento/riequilibrio del bilancio comunale si gioca principalmente ad Alessandria; noi dal Centro vi daremo una mano, ma, per favore, non invertiamo l’ordine dei fattori perché così i conti economici  non quadrano. Gira e rigira, da un anno si torna sempre a questo  massiccio equivoco che sbarra la strada e produce eminentemente polemiche di principio attorno al ruolo della politica (volendo si può e se non si può vuol dire che non si vuole).

Sarebbe solo una questione di gusti personali, di inclinazioni dialettiche, di allegra trascuratezza dei fatti, se non fosse che di mese in mese si annebbiano, nel fragore delle polemiche,  i contorni degli avvenimenti e i significati delle cifre. Onde capita che anche Illustri Ospiti raccolgano in loco, all’occorrenza e per le frettolose prolusioni pubbliche, elementi distorsivi della realtà e delle responsabilità amministrative, mettendo in dubbio la portata del dissesto dichiarato e finanche l’opportunità che qualcuno (con nome e cognome, no segnalazioni anonime) abbia preliminarmente attirato l’attenzione della Corte dei Conti sulle anomalie e le oscurità che andavano addensandosi in zona contabilità, finanza e bilanci del nostro beneamato Comune, con relativo codazzo di “partecipate”.

Al di là degli episodi eclatanti, è un fatto difficilmente contestabile che sta crescendo per la città, fuori dalle mura della Giunta e dei suoi primi armigeri, un clima di “malmostosa insofferenza” per le cause e le modalità che hanno condotto all’attuale situazione-capestro: basta, non  interessa più come ci siamo arrivati (ci penseranno gli storici), diteci piuttosto come si esce da questa palude senza pagare dazi esorbitanti  tra fisco, occupazione e servizi. Spontanea o abilmente insuflata che sia, questa disposizione d’animo finisce per rilucidare, anche da posizioni impreviste, lo slogan di Piercarlo Fabbio che suonava: quando c’eravamo noi, alla guida di Palazzo Rosso, non un posto di lavoro, in Comune e dintorni, è stato messo a rischio (anzi!) e gli stipendi erano regolarmente accreditati. Adesso vediamo come ve la cavate voi, senza tante scuse e contorsioni.

Ovvero, come tirarsi fuori dalla logica dei nessi casuali, spezzare la spirale delle conseguenze avverse e rimettere in voga, en passant, la battuta che circolava a mezza voce nel primo dopoguerra: in fondo si stava meglio quando si stava peggio.  Del resto, nostalgici non si nasce, per lo più si diventa. Non solo a destra.

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