Il Sindaco ritorna a scuola

Domenicale Agostino Pietrasanta

riroL’elenco colpisce: per la sua consistenza. Tutti gli amministratori dell’Ente locale si trovano a percepire emolumenti decurtati del 30%; e tuttavia contribuiscono volontariamente a tamponare le dissestate finanze. Il Sindaco ritorna alla sua cattedra di insegnante e dimezza la propria indennità, il voce/sindaco rinuncia ai compensi per alcuni mesi, molti assessori riprendono la propria attività professionale con conseguente decurtazione del loro compenso in Comune, i Consiglieri comunali  rinunciano, sia pure in modalità provvisoria, al loro compenso.

Come vedete l’elenco ha una significativa rilevanza e serve non solo alla finanza pubblica (poco!), ma anche e soprattutto ad un’adeguata informazione (molto!) sui reali compensi degli Amministratori comunali, ben lontani anche da quelli dei Consiglieri in Regione, per non dire dei Parlamentari.

E tuttavia si prova una tenera perplessità; c’è qualcosa di analogo, anche se le cifre sono ben diverse, a ciò che succede per il livello nazionale. Anche là c’è qualche rinuncia da parte di singoli Ministri, ma non si fa un passo sulla via dei tagli effettivi alla spesa: non si riduce il numero dei Parlamentari, non si risolve il problema del bicameralismo, non si mette mano alla riforma delle province.

Di fronte al caso Berlusconi, il resto non fa né notizia, né impegno: al massimo provoca qualche dichiarazione alla stampa.

Analogamente, in sede locale, scontate le “rinunce” di cui parlavamo, proviamo la suddetta tenera perplessità, perché ai sacrifici non si affiancano le indispensabili iniziative che potrebbero risolvere le cause del dissesto: non si pone mano alla riconosciuta e risaputa necessità di una complessiva riorganizzazione della macchina comunale.

Non sarò certo io a proporre la soluzione degli esuberi, ma  la revisione degli emolumenti potrebbe costituire una risorsa, sia per l’Ente comune, sia per le partecipate; tanto più che, constatata la pulizia della città, non sembra che a “congruità” dei compensi corrisponda efficienza del servizio.

I problemi sono ovvi: se il Sindaco ritorna all’insegnamento e gli Assessori tornano allo loro professione, sono altrettanti precari che perdono posto. Poco male (?), i Sindacati, che starnazzano contro i tagli del Comune, in questo caso terranno ferme le loro corde vocali, allo stesso modo che hanno fatto per vari licenziamenti nel settore privato.

Ai pochi problemi, tuttavia, si affiancano sicuri vantaggi. Rientrando nella scuola, Rita Rossa, persona sensibile ed intelligente rispolvererà memoria sugli stipendi degli insegnanti e magari adeguerà alla loro consistenza quelli dei funzionari del Comune. Nel contempo, diretta esperienza le farà toccare con mano il disagio delle famiglie per il ritardo della riapertura delle scuole dell’infanzia e per l’assenza del servizio mense, fino a settembre avanzato.

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