Cittadella “civica”

Qui Alessandria  Dario Fornaro

baciUn giochino di parole (nel titolo) tanto per dar brevemente conto dell’incontro promosso lunedì scorso (2.9) da “Scelta Civica”, presso Cultura & Sviluppo, sul tema del futuro della Cittadella di Alessandria.

L’insigne complesso monumentale e settecentesco offre da qualche anno a questa parte – e specie dacché è stato “smilitarizzato” e passato al Demanio dello Stato, con affidamento “in custodia” al Comune di Alessandria – ripetute occasioni di riflessioni e dibattiti focalizzati sul “che farne” di tanta eredità. Ancorché non ancora maturata, vale a dire in possibile avvicinamento, ma non si sa come e quando si renderebbe poi effettiva ai fini delle responsabilità di destino e di gestione. Come dire: l’eredità non c’è ancora, ma già “scotta” sotto il profilo delle attese e delle proposte per rendere l’illustre rudere un ‘occasione consolidata e profittevole per  l’economia e la rinomanza della città.

I lavori  compressi del mini-convegno e le dimensioni ridotte degli interventi, dal tavolo e dalla sala, non  preludevano volutamente ad una tappa “storica” del dibattito sulla Cittadella (ci saranno sempre tempi e modi di ripresa dell’argomento) ma  un segnale significativo l’incontro lo ha nell’insieme lasciato. Ci si sarebbe dovuti interrogare, come da copione ricorrente, sugli orizzonti,  più o meno fantastici, proponibili per la Fortezza e invece le lingue hanno  battuto, in vari modi e misure, sul dente che duole: sull’incertissimo presente e la scarsità evidentissima di elementi essenziali  – umani e materiali – disponibili per approcciare il problema complessivo della Cittadella, a cominciare dagli interventi d’emergenza sulle strutture pericolanti e sugli usi compatibili e temporanei degli spazi, per lo più esterni ai casermaggi, riconosciuti per disponibili e in sicurezza già al presente.

Non ci sono per la Cittadella – è stato tra l’altro rimarcato – “cose minori”, o aspetti secondari, o azioni di mero, apparente buon senso da lasciare in libera disponibilità ai “dilettanti allo sbaraglio”, quand’anche ammirevoli per la volontà di fare, ma occorre recuperare professionalità e responsabilità in ogni fase degli interventi sul Monumento  in vista, per lo meno in vista, di un progetto unitario di lungo periodo. Anche per le Fortezze ammalate, come per gli umani, vale infatti l’antico principio: primo non nuocere.

Quanto al futuro – evocato ma prudentemente non praticato – si è preso generalmente atto che il “boccone Cittadella” è, al di là delle generose ambizioni, improponibile /indigeribile per gli Enti Locali alessandrini e le loro sempre più esauste risorse. Cosa peraltro sempre nota o sospettata da tutti i portatori di proposte, ma sulla quale era consentito sorvolare alla luce del famoso : io ci metto l’idea, qualcuno si preoccupi dei mezzi. Non a caso quelle due o tre volte che nel Convegno si è citata la Venaria Reale si è subito precisato che l’esempio è incommensurabile al caso alessandrino. L’opzione unica e inevitabile di dover “coinvolgere”, in un ipotetico progetto-Cittadella,  partner  pubblici e privati di imprecisata, per ora, provenienza, ma dalle spalle robuste ( a misura dei tempi, delle risorse e, perché no, delle idee necessarie per affrontare un’impresa storica) e motivazioni consistenti, dovrebbe contenere il fiorire di proposte stravaganti  o meramente elettorali. Tipo, e non è uno scherzo, l’appello a Bill Gates perché considerasse l’opportunità e il pregio di  stabilire in Cittadella una base prestigiosa di Microsoft in Europa.

In chiusura di Convegno, l’On Balduzzi ha annunciato la sua  ravvicinata interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Economia e dei Beni Culturali per sollecitare  indicazioni di seguiti operativi a quanto presente, e forse rimasto inopinatamente in ombra, nel cd. “decreto  salva Italia”, di montiana memoria (Dic. 2011- art. 27), a proposito di programmi per il recupero e la gestione degli immobili e siti storici demaniali a rischio di degrado: un’apertura, sulla carta, che sembrerebbe attagliarsi a puntino , tra le altre ipotesi, alla Cittadella di Alessandria e congrui contorni.

Il Convegno, per quanto succinto, ha avuto una eco più che discreta, un po’ per essere stato il primo della stagione post-feriale e soprattutto perché un apporto collettivo di sano realismo al dipanarsi del problema-Cittadella giungeva obiettivamente opportuno. Non mancheranno i seguiti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...