Tradizioni locali e paesaggio nell’epoca del mondo globale

Dionigi Roggero

cas“Tradizioni locali e paesaggio nell’epoca del mondo globale” è il tema scelto per il dodicesimo Convegno di Geografia, come sempre organizzato nella prima settimana di settembre dal Comitato per la Didattica della Geografia di Casale Monferrato presieduto dall’instancabile Evasio Soraci e formato dai docenti in rappresentanza di tutte le scuole della città. Il convegno, che alterna la relazione scientifica di Maria Clotilde Giuliani dell’Università di Genova a quelle di studiosi locali, alle comunicazioni didattiche, alle lezioni itineranti sul territorio e a qualche piacevole momento di spettacolo, torna sotto l’egida del Comune di Casale.

Voluta coll’intento di far conoscere al mondo della scuola e alla città gli insostituibili valori del paesaggio e delle antiche tradizioni locali, oggi in pericolo a causa del forte impatto provocato dall’inarrestabile processo di globalizzazione, la tre giorni di studio,  forte della presenza attiva come componente costitutiva dell’innovativa rete “Scuole Insieme” che riunisce tutta la realtà scolastica casalese, intende far riflettere su un cambiamento epocale che impone agli insegnanti di valutare attentamente il rapporto tra un passato ricco di contenuti e un futuro sempre più globale.

E’ il risultato di una lunga e fruttuosa esperienza venticinquennale, iniziata sotto l’egida del Comune di Casale nel lontano 1988 sulla base delle esperienze di tempo prolungato nella scuola media, ma con uno sguardo notevolmente ampliato dalle mirabili relazioni introduttive di Giuseppe Dematteis e Andrea Bissanti. Nel secondo convegno (1990) è stato affrontato il rapporto tra storia e geografia, mirabilmente introdotto da Lucio Gambi, il grande geografo scomparso da qualche anno. Nel terzo convegno, svoltosi nel 1992, l’anno delle colombiane, un grande contributo è venuto dalle approfondite relazioni di numerosi docenti universitari (Surdich, Masoero, Quaini, Farinelli e Adamo).

Dopo un’interruzione dovuta al succedersi di eventi elettorali, i convegni di Geografia hanno ripreso nuovo vigore nel 1997 con la quarta edizione dedicata al federalismo, un tema di grande attualità presentato in quell’occasione dal compianto Pasquale Coppola. Dall’anno successivo, con la ripresa della regolare scadenza biennale, il quinto convegno è stato incentrato sull’affascinante tema del rapporto tra religione, arte e geografia, introdotto da Alberto Melelli e Claudio Greppi. Nel 2000 il sesto convegno ha messo a confronto letteratura e geografia, un tema avvincente su cui hanno riferito Massimo Quaini e Giacomo Corna Pellegrini.

Da allora, e sino al 2006, gli incontri sono sempre stati onorati dal contributo scientifico del compianto vescovo Germano Zaccheo. Nel 2002, il settimo convegno ha affrontato l’argomento invitante e suggestivo del viaggio, presentato da Claudio Cerreti, con la partecipazione di Massimo Quaini e Luisa Rossi. L’ottava edizione (2004) è stata dedicata al rapporto tra natura e cultura, su cui hanno offerto importanti contributi numerosi docenti universitari, mentre la conclusione è stata affidata al presidente nazionale dell’A.I.I.G. (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) Gino De Vecchis.
Il convegno del 2006, il nono, ha approfondito il tema delle migrazioni, un argomento di grande attualità dal punto di vista sociale, culturale e didattico. Interessanti e di altissimo livello le comunicazioni didattiche delle scuole, accanto alle relazioni di studiosi e operatori di varia natura impegnati nel nostro territorio, mentre l’assunto centrale è stato presentato da Agostino Portera e Carlo Brusa.

Il rapporto tra immagine, cinema e geografia è stato il filo conduttore del decimo convegno (2008), che ha fatto registrare una cospicua presenza di studiosi locali e di docenti universitari (Giorda, Corna Pellegrini, Andreotti, Agostini e Vitale) uniti da un concezione aperta della geografia.

E infine il penultimo convegno, l’undicesimo, attivato nel 2011 in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Introdotto dalla relazione di Claudio Cerreti dell’Università Roma Tre, si è articolato intorno alle comunicazioni didattiche delle scuole e agli interventi di molti studiosi casalesi, cui si è aggiunto l’importante intervento del nostro vescovo Alceste Catella sul complesso rapporto tra i cattolici e il Risorgimento.

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