Intervista con Mauro Bressan, amministratore delegato di AMAG

L’intervista a cura della Redazione

(Da poco più di un mese, Mauro Bressan, ricopre il principale ruolo operativo nell’ambito di AMAG, la società alessandrina che gestisce acqua, gas ed energia sul territorio per conto dei Comuni della provincia.

Abbiamo voluto sentire il suo parere per capire situazione e prospettive del Gruppo, anche alla luce delle non semplici vicende dell’ultimo periodo. Ap)

breDa poco tempo, Lei ha assunto la carica di Amministratore delegato del gruppo AMAG. Quale situazione ha trovato nell’assumere l’incarico?

Ho trovato un’azienda che rappresenta tutt’ora un incredibile patrimonio per la provincia in termini di professionalità impiegate e di impianti gestiti. Un numero di 155 dipendenti per una rete idrica che serve 155.000 abitanti con 1.236 Km. di tubazioni. Che copre un’area di 1.332 chilometri quadrati e 52 comuni su quattro provincie dal Monte Beigua a Solero. Una rete gas che serve 90.000 abitanti per 364 Km. Una gestione di 250 impianti di acquedotto, 10 depuratori e circa 300 impianti vari di fognatura; 4 cabine di consegna gas SNAM e 96 cabine gas di riduzione stradali. Una media di più di 10 milioni di investimenti all’anno negli ultimi anni. Una ricchezza industriale di eccellenza. Anche se un paio di investimenti mai entrati in funzione e mai collaudati o senza un pay back decente di qualche anno addietro saranno oggetto di un mio attento studio.

Le prime analisi dimostrano comunque la mancanza di una regia manageriale ed un piano industriale di ampio respiro concordato con i soci, che contenga una politica societaria di sviluppo e dia chiari indirizzi organizzativi. Non mi riferisco solo al ruolo degli amministratori, ma a una guida con una forte predisposizione alla gestione e alla efficienza dei processi, al controllo di gestione, allo sviluppo delle risorse umane, alla gestione degli impianti. Per rispondere alla domanda, per me assumere questo incarico rappresenta una sfida per ridare dignità e crescita all’azienda e maggior servizio alla collettività.

Scontate e riconosciute le criticità del gruppo, anche per le prospettive future, quale giudizio esprime al riguardo e, soprattutto, cosa si possono attendere i dipendenti?

Una sola cosa posso dire a tutti i dipendenti, dalla centralinista ai dirigenti: di avere fiducia e di aiutarmi nel far si che la struttura funzioni al massimo in questo momento critico. Insieme  passeremo la nostra “linea d’ombra” e ritorneremo a crescere. Questo è soprattutto l’obiettivo del Sindaco di Alessandria, cioè di mantenere l’AMAG come patrimonio della città. Le criticità non sono dovute a una struttura malata, ma a comportamenti del passato gestionalmente poco comprensibili.   Le supereremo se dimostreremo un vero spirito di squadra.

Quali iniziative sono previste per superare le difficoltà incontrate?

Tre sono le iniziative prioritarie:

a) migliorare la pessima situazione finanziaria diminuendo l’esposizione clienti per poter di riflesso pagare i fornitori e fare investimenti. A tal fine stiamo procedendo a una caratterizzazione dei crediti inevasi per poter procedere, a seconda dell’anzianità del credito e dal soggetto creditore, ad azioni di recupero mirate. Questo solleverà senz’altro problemi perché se non recupereremo il credito provvederemo alla restrizione del servizio: ci sono utenze di condomini che pensano di essere in regola con i pagamenti, ma di fatto non lo sono.

Ci sono singole utenze che non pagano perché, per un vuoto organizzativo, il gruppo AMAG negli ultimi anni, non ha sollecitato i pagamenti e quindi ne hanno approfittano. Insomma c’ è un vasto mondo di inadempienze, nel quale la difficoltà economica della famiglia c’entra poco o niente, che dovrà onorare i debiti verso AMAG e ALEGAS, alla pari dei cittadini che pagano il servizio e che non devono essere penalizzati;

b) parallelamente migliorare il rapporto con le banche sia in termini quantitativi che qualitativi, ovvero incrementare il numero degli istituti di credito, conseguire nuove linee di credito a breve e specialmente a medio-lungo termine, ottimizzare le condizioni contrattuali;

c) recuperare un rapporto con la Regione al fine di attivare i flussi di denaro di competenza regionale sugli investimenti.

Tutto ciò come ho già detto, servirà a onorare a nostra volta i debiti con i fornitori, che sono esasperati dai lunghi tempi di attesa dei pagamenti e a riprendere l’attività di investimenti che ha reso grande l’Azienda.

Come si può ben vedere il problema prioritario dell’Azienda, che dovremo risolvere, è finanziario.

Risulterebbe che, nel passato prossimo, AMAG abbia cumulato bollette inevase per cifre ragguardevoli, non sempre riferibili a famiglie o aziende in difficoltà. Conferma o smentisce le voci al riguardo?

Stiamo caratterizzando lo scaduto quindi al momento non voglio pubblicizzare questi dati prima di aver deciso le azioni normali di sollecito e legali per il recupero del denaro dovuto. Le dico solo che useremo tutti i mezzi consentiti dalla normativa e dal codice civile. In caso contrario saranno gli abitanti delle città gestite dal gruppo a pagarne le conseguenze. I numeri a grandi linee sono i seguenti: Acqua 14 milioni di Euro di crediti scaduti da privati con 4 milioni di Euro scaduti da più di 4 anni; Gas 24 milioni di Euro di scaduti da privati con 5 milioni di Euro scaduti da più di 4 anni.

Ritiene che i passati amministratori di AMAG abbiano responsabilità rilevanti nella situazione del gruppo? Sono possibili e previste iniziative al riguardo?

Non intendo parlare di chi ha svolto il compito di amministratore in passato. Non è né il mio compito e né nel mio stile. Non voglio innescare polemiche che mi porterebbero via tempo e energie al lavoro che sto svolgendo. Io voglio pensare al futuro. Mi pare che siano state avviate azioni di responsabilità e chi ha gestito in passato dovrà rispondere del proprio operato in sede legale. Posso dire che il Consiglio che mi ha preceduto aveva già iniziato un percorso di miglioramento che ha cominciato a dare buoni risultati.

Quale potrebbe essere, a suo giudizio la prospettiva delle società come AMAG? E’ realistico pensare ad una loro privatizzazione? In quali forme?

A questo ad oggi non so rispondere. Penso che l’AMAG abbia bisogno prioritario di un partner industriale più o meno simile, per poter affrontare il mercato con una capacità contrattuale maggiore. Ciò è quanto ci chiede il socio di maggioranza. Mentre penso che il confronto pubblico-privato sia fuorviante.

Non è detto che privato sia meglio in assoluto; abbiamo avuto in passato aziende pubbliche statali che ci invidiava il mondo e aziende private nel presente con amministratori agli arresti o anche aziende pubbliche che funzionavano discretamente e che una volta vendute a privati (anche sotto stimate) sono state gestite male.

Anche l’AMAG in passato è stata una azienda pubblica molto efficiente. Oggi ha una struttura societaria di SpA e avere soci pubblici o privati per me non fa differenza a livello di gestione: bisogna rispondere sempre a un Consiglio di Amministrazione il quale risponde ad una Assemblea di soci. E per quanto mi compete sia il socio pubblico che quello privato mi chiedono di chiudere con un EBITDA positivo ed un Cash Flow in crescita. La differenza sta nel fatto che il socio privato in genere ripartisce gli utili in dividenti per i soci azionisti, il socio pubblico li mette a disposizione della collettività, come è successo in passato.

E poi l’acqua è un bene importantissimo e il servizio idrico pubblico o privato che sia è molto difficile che possa essere in utile in conto economico. Io comunque quando ero assessore ho promosso una delibera votata dal Consiglio Comunale che dichiarava nel Comune di Alessandria l’acqua come bene pubblico per 20 anni, e poi c’è stato un referendum.

About these ads

2 thoughts on “Intervista con Mauro Bressan, amministratore delegato di AMAG

  1. Certe figure non dovrebbero nemmeno esistere, poiché dai servizi fondamentali ad alta rilevanza sociale, fra cui Sanità, Acqua, Istruzione, Poste & Telecomunicazioni, Energia in tutte le sue forme, Trasporti, deve essere categoricamente esclusa ogni forma di interesse privato, di mercato e via spropositando e, di conseguenza, non dovrebbero esistere né Società per Azioni, né cariche come gli Amministratori Delegati.
    Si tratta di servire dei Cittadini utenti ad eque condizioni, non di vendere a clienti in un mercato, che, qualche sventato legislatore, per incompetenza, debolezza o, peggio, connivenza nei confronti dei potentati economici, ha creato.

  2. Pingback: AMAG, buchi e spiacevoli sorprese. | Appunti Alessandrini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...