L’intervista ● a cura di Agostino Pietrasanta
La sua elezione costituisce anche una rottura nella continuità del fenomeno elettorale alessandrino, sia per il crollo della destra (la vittoria Scagni si era accompagnata allo straordinario successo personale di Fabbio per il Consiglio comunale, segno del radicamento delle componenti conservatrici della città), sia per i livelli dell’astensionismo, neppure paragonabile alla flessione nazionale. Come si potrebbe sfruttare il primo aspetto in positivo e come ovviare alle conseguenze negative del secondo?
Ritengo che il crollo della destra in città non sia semplicemente lo specchio della situazione nazionale, ma abbia il significato di una sonora sconfitta personale del Sindaco uscente e della sua squadra, dovuta, secondo me, a una politica che è partita da un grande consenso tra i cittadini per staccarsene progressivamente. La gestione, a dir poco scriteriata, delle finanze comunali ha poi dato il colpo finale ad una conduzione dell’amministrazione che, comunque, aveva già sollevato grandi malumori tra i cittadini. Continua a leggere








